La grande bellezza del tennis italiano. Sono otto gli azzurri tra i primi 100 del ranking ATP, ma la novità che spicca è l’ingresso di Flavio Cobolli tra i primi 15 del mondo dopo il trionfo nell’ATP 500 di Acapulco, terzo titolo della sua carriera.
L’ascesa di Cobolli
Il successo in Messico certifica una crescita costante. Tre anni fa Cobolli gravitava attorno alla posizione 165 del ranking; oggi è numero 15, al culmine di un percorso costruito senza accelerazioni improvvise ma con progressi continui.
Il romano nato a Firenze ha modellato il proprio tennis sulle superfici rapide, rendendo il servizio e il primo colpo dopo la battuta armi sempre più incisive. Non sorprende, quindi, che il titolo di Acapulco – secondo successo in un ATP 500 – arrivi meno di dodici mesi dopo il suo primo quarto di finale Slam, centrato a Wimbledon. Con questo risultato Cobolli diventa così l’ottavo italiano nell’era Open a spingersi fino alla Top 15 del ranking ATP. Prima di lui:
Jannik Sinner (best ranking n.1, 10 giugno 2024)
Adriano Panatta (n.4, 24 agosto 1976)
Lorenzo Musetti (n.5, 12 gennaio 2026)
Matteo Berrettini (n.6, 31 gennaio 2022)
Corrado Barazzutti (n.7, 21 agosto 1978)
Fabio Fognini (n.9, 15 luglio 2019)
Paolo Bertolucci (n.12, 23 agosto 1973)
Un club ristretto che racconta di fatto l’importanza di questo traguardo.
A un soffio da quattro top 20 italiani
La settimana avrebbe potuto consegnare anche un altro dato epocale: quattro italiani tra i primi 20 del mondo per la prima volta dall’introduzione del ranking computerizzato nel 1973. Per appena 66 punti Luciano Darderi, campione a Santiago, è rimasto alle spalle dell’argentino Francisco Cerundolo. Darderi si conferma comunque numero 21, alle spalle di Cobolli (15), Musetti (5) e Sinner (2).
Raggiungere la Top 20 resta un’impresa che, prima di questa generazione, era riuscita solo ad altri cinque italiani nell’era moderna: Marco Cecchinato (best ranking n.16); Andrea Gaudenzi (n.18); Andreas Seppi (n.18); Omar Camporese (n.18); Renzo Furlan (n.19)
Pellegrino e Cinà proseguono la scalata
La profondità del movimento emerge anche alle spalle dei big. Andrea Pellegrino sale al numero 125 (+12), miglior classifica personale, grazie al primo quarto di finale ATP raggiunto a Santiago, fermato proprio da Darderi.
Fa ancora più rumore il balzo del 18enne Federico Cinà, che entra per la prima volta in Top 200 (n.183, +40). Il siciliano ha conquistato a Pune il primo titolo Challenger in carriera, superando in finale il britannico Felix Gill dopo aver annullato cinque match point. Un successo che interrompe la serie di tre finali Challenger perse in stagione tra Hersonissos, Tbilisi e Amburgo.
Otto azzurri in Top 100
Resta solida la presenza italiana nella parte alta del ranking. Oltre a Sinner (2), Musetti (5), Cobolli (15) e Darderi (21), figurano tra i primi cento: Lorenzo Sonego (61); Matteo Berrettini (66); Matteo Arnaldi (85); Mattia Bellucci (94), rientrato in Top 100 grazie al quarto di finale ad Acapulco (+16 posizioni).
Due nei primi cinque, quattro nei primi 25, otto nei primi cento. Numeri che certificano una struttura solida e trasversale.