Flavio Cobolli entrerà da lunedì nella top 10 del ranking Atp. La certezza matematica è arrivata con la vittoria di Alexander Zverev su Jakub Mensik nella prima semifinale del Roland Garros e poi anche con il ritiro di Matteo Arnaldi, che non è sceso in campo nella semifinale tutta italiana. Il ceco era infatti l’unico giocatore ancora in grado di impedire al romano di entrare tra i primi dieci del mondo: per riuscirci avrebbe dovuto vincere il torneo. La sconfitta contro Zverev ha chiuso definitivamente i calcoli.
Cobolli accede così direttamente alla finale senza giocare la semifinale, ma la conquista della top 10 Atp resta un traguardo storico, indipendentemente dal risultato della finale. L’azzurro aveva già effettuato un percorso eccezionale a Parigi, battendo tra gli altri Felix Auger-Aliassime ai quarti e raggiungendo la prima semifinale Slam in carriera, consolidando punti pesanti e scalando il ranking.
La situazione era rimasta aperta fino al match tra Zverev e Mensik. Cobolli e il ceco erano entrambi in corsa per il primo ingresso in top 10: l’italiano era salito virtualmente al numero 10, mentre Mensik, grazie al suo torneo, era balzato fino alla sedicesima posizione live. Per superare Cobolli, però, il ventenne di Prostejov avrebbe dovuto completare la corsa fino al titolo. Ma la vittoria di Zverev, 7-5, 6-2, 3-6, 6-3, ha eliminato questa possibilità.
Prima del torneo gravitava comunque intorno alla zona immediatamente esterna alla top 10; secondo le proiezioni il suo bottino live è salito a 3.040 punti, abbastanza per consolidare il decimo posto, ora non più minacciato da Mensik.
L’ingresso di Cobolli tra i primi dieci certifica ancora una volta la profondità del gruppo italiano, non più legato soltanto al rendimento del suo numero uno. Da lunedì dunque sarà ufficialmente tra i primi dieci giocatori del mondo. Un risultato che, fino a poche settimane fa, sembrava ancora un obiettivo da inseguire. Oggi è una certezza. Peccato comunque per Matteo Arnaldi.