Melbourne Park Australian Open

27 Luglio 2026

Stefano Minnucci

Europa padrona degli Slam: solo Del Potro ha spezzato il dominio negli ultimi 88 tornei

Un’analisi pubblicata dal sito spagnolo Puntodebreak ha messo in evidenza un dato impressionante: 87 degli ultimi 88 tornei del Grande Slam maschile sono stati vinti da tennisti europei. L’unica eccezione resta Juan Martin del Potro, campione allo US Open 2009, quando l’argentino riuscì a battere Rafael Nadal in semifinale e Roger Federer in finale, firmando una delle imprese più importanti del tennis moderno.

Il dato assume ancora più valore se confrontato con quello che accadeva all’inizio degli anni Duemila, quando il tennis maschile aveva una distribuzione geografica molto più ampia. Nel 2001, ad esempio, tre dei quattro Slam furono conquistati da giocatori non europei: Andre Agassi vinse l’Australian Open, Gustavo Kuerten si impose al Roland Garros e Lleyton Hewitt trionfò allo US Open. L’unico successo europeo arrivò a Wimbledon con Goran Ivanisevic.

Anche negli anni immediatamente successivi il quadro era molto diverso da quello attuale. Nel 2002 Hewitt vinse Wimbledon e Pete Sampras chiuse la carriera conquistando lo US Open. Nel 2003 Agassi tornò a vincere in Australia e Andy Roddick si prese New York, diventando l’ultimo statunitense capace di conquistare uno Slam maschile. Nel 2004, invece, Gaston Gaudio vinse il Roland Garros. Risultati che oggi sembrano appartenere a un’altra epoca.

Da quel mondo più distribuito si è passati progressivamente a un monopolio quasi totale dell’Europa. Prima con l’era irripetibile di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic, poi con la capacità del Vecchio Continente di produrre immediatamente nuovi riferimenti come Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Si è aggiunto addirittura Alexander Zverev, entrato nella lista dei campioni Slam.

La riflessione proposta da Puntodebreak, dunque, non riguarda soltanto una curiosa statistica. Racconta una trasformazione profonda del tennis maschile. Uno sport sempre più globale per diffusione, tornei e nazionalità presenti nel ranking, ma ancora fortemente europeo quando si tratta di vincere i quattro appuntamenti più importanti della stagione.

Le ragioni sono molteplici. Dalla densità di club, accademie, tornei e allenatori in Europa, alla possibilità per i giovani di confrontarsi presto con superfici e stili diversi, con la palestra formativa della terra battuta, che obbliga a costruire il punto, difendere, scivolare e sviluppare pazienza tattica. Tutti elementi che hanno contribuito a creare una base tecnica e competitiva molto profonda.

La grande domanda riguarda il futuro. Gli Stati Uniti cercano ancora l’erede di Andy Roddick e guardano soprattutto a Ben Shelton, Learner Tien e ai giovani più promettenti. Fuori dall’Europa, però, il nome più probabile se guardiamo al talento pure  sembra quello del brasiliano Joao Fonseca.

Ma finora i numeri parlano chiaro, dal 2009 in avanti il tennis maschile degli Slam è stato praticamente di dominio europeo.