Cahill e Sinner

15 Ottobre 2026

Stefano Cagelli

Sinner, spunta un possibile distacco da Cahill. Brad Gilbert: “Se il dolore continua, bisogna valutare l’operazione”

Il lungo stop di Jannik Sinner continua a sollevare interrogativi. Brad Gilbert, grande amico di Darren Cahill, racconta le difficoltà vissute dal tecnico australiano negli ultimi mesi e non esclude il ricorso alla chirurgia qualora i problemi al ginocchio dell’azzurro dovessero persistere.

Il recupero di Jannik Sinner continua a essere accompagnato da dubbi e preoccupazioni. Il tennista altoatesino, lontano dalle competizioni ormai da diversi mesi a causa del problema al ginocchio, sta attraversando una fase particolarmente delicata della propria carriera. E mentre resta incerta la data del suo ritorno in campo, emergono anche alcune indiscrezioni sul rapporto con Darren Cahill, una delle figure più importanti del suo staff tecnico.

A parlarne è stato Brad Gilbert, ex allenatore di campioni come Andre Agassi, Andy Roddick, Andy Murray e Coco Gauff, intervenuto nel podcast Big T. Lo statunitense, legato a Cahill da una lunga amicizia, ha raccontato alcuni retroscena che lasciano intravedere una situazione complicata anche sul piano della comunicazione all’interno del team dell’azzurro.

Gilbert racconta le difficoltà di Cahill: «Aspetta aggiornamenti, è frustrante»

Secondo quanto riferito da Gilbert, il tecnico australiano sarebbe rimasto progressivamente ai margini della gestione quotidiana del recupero di Sinner, almeno per quanto riguarda le informazioni ricevute sulle sue condizioni fisiche.

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«Ultimamente ho parlato molto con Darren. Mi ha raccontato che tutto è cominciato mentre stava andando all’aeroporto di Los Angeles per prendere un volo diretto a Cincinnati. Avrebbe dovuto raggiungere Jannik, ma all’ultimo momento ha ricevuto una telefonata nella quale gli veniva comunicato che l’italiano non avrebbe partecipato al torneo. Da allora è rimasto in attesa di aggiornamenti, ed è una situazione molto frustrante», ha spiegato Gilbert.

Parole che inevitabilmente alimentano interrogativi sul coinvolgimento di Cahill in questa fase del percorso di recupero. La gestione dell’infortunio sembra infatti concentrarsi soprattutto attorno allo staff medico e a Simone Vagnozzi, l’altro allenatore dell’altoatesino.

È importante, tuttavia, distinguere i fatti dalle interpretazioni: le dichiarazioni di Gilbert suggeriscono difficoltà nella comunicazione, ma non dimostrano l’esistenza di una rottura personale o professionale tra Sinner e Cahill.

Il ginocchio non dà tregua: «Quando torna ad allenarsi, il dolore ricompare»

Al centro della vicenda resta naturalmente il problema fisico che sta condizionando la stagione di Sinner. Nonostante il lungo periodo di inattività e i trattamenti conservativi, il ginocchio continuerebbe a provocare fastidi ogni volta che il giocatore prova ad aumentare i carichi di lavoro.

Gilbert ha descritto così la situazione:

«Da quello che mi viene riferito, Jannik sta seguendo le indicazioni dei medici, che vorrebbero evitare l’intervento chirurgico. Gli consigliano di fermarsi per qualche giorno e poi riprendere gli allenamenti, ma il dolore torna a manifestarsi. Ci sono giornate in cui sta bene, salvo poi avvertire nuovamente fastidio. Sono coinvolti diversi specialisti, addirittura tre medici differenti».

Uno scenario che aiuta a comprendere perché il ritorno alle competizioni continui a slittare. Il problema, almeno stando alle informazioni riportate da Gilbert, non sarebbe soltanto ottenere un miglioramento temporaneo, ma riuscire a sostenere con continuità le sollecitazioni richieste dal tennis professionistico.

L’ipotesi operazione: «Se a dicembre avrà ancora dolore, dovrà essere un’opzione»

Il passaggio più significativo dell’intervento di Gilbert riguarda però la possibilità di ricorrere alla chirurgia, una strada che finora si sarebbe cercato di evitare.

L’ex allenatore statunitense ha invitato a considerare anche questa eventualità qualora il trattamento conservativo non dovesse produrre i risultati sperati.

«Immaginate di arrivare a dicembre, quando Jannik dovrà intensificare la preparazione in vista degli Australian Open, e che il dolore sia ancora presente. A quel punto l’operazione dovrebbe diventare un’opzione da prendere in considerazione. Naturalmente si cerca sempre di evitare la chirurgia, ma oggi un intervento al ginocchio è molto meno invasivo rispetto a trent’anni fa».

Non si tratta, dunque, dell’annuncio di un’operazione imminente, ma di una riflessione su come potrebbe evolvere la situazione qualora il recupero continuasse a incontrare ostacoli. Una decisione di questo tipo, naturalmente, spetterebbe a Sinner e agli specialisti che lo seguono.

Sinner-Cahill, quale futuro? La priorità resta il recupero

Le parole di Brad Gilbert aprono inevitabilmente un secondo fronte di discussione, quello relativo agli equilibri dello staff tecnico.

Cahill è stato uno dei protagonisti della crescita di Sinner ai massimi livelli del tennis mondiale e il suo contributo, insieme a quello di Vagnozzi, ha avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione tecnica e mentale del campione italiano.

Per questo motivo, l’eventualità di un suo minore coinvolgimento in una fase tanto delicata suscita interrogativi. Al momento, però, non esistono elementi sufficienti per parlare di una separazione o di un deterioramento definitivo del rapporto tra i due.

La questione più urgente rimane il ginocchio. Dopo mesi lontano dal circuito, Sinner ha bisogno di ritrovare non soltanto una condizione fisica adeguata, ma soprattutto la certezza di poter affrontare allenamenti e partite senza il rischio di nuovi stop.

Il vero banco di prova potrebbe arrivare a dicembre, quando la preparazione per gli Australian Open richiederà un aumento significativo dell’intensità del lavoro. Se il dolore dovesse persistere, il confronto sulle possibili soluzioni terapeutiche potrebbe diventare inevitabile.

Nel frattempo, le dichiarazioni di Gilbert aggiungono nuovi interrogativi a una vicenda che continua a tenere in apprensione il mondo del tennis. Tra tempi di recupero ancora incerti e possibili difficoltà nella gestione dello staff, Sinner si trova davanti a una delle sfide più complesse della sua carriera. E questa volta, prima ancora dei risultati sul campo, la vittoria più importante sarà tornare a giocare senza dolore.