14 Settembre 2026

Stefano Minnucci

Zverev si prende New York: Shelton battuto, secondo Slam del 2026 per Sascha.

Alexander Zverev si prende New York e chiude nel modo più forte la sua stagione Slam. Il tedesco ha vinto gli US Open battendo in finale Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2, conquistando così il secondo Major del suo 2026 dopo il trionfo al Roland Garros. Una vittoria pesantissima, arrivata sul campo dove sei anni fa aveva vissuto una delle delusioni più dure della carriera, quando perse la finale contro Dominic Thiem dopo essere stato avanti due set a zero.

Questa volta, però, Zverev non si è fatto travolgere dalle emozioni. Ha guidato a lungo la finale con ordine, lucidità e grande solidità, controllando la potenza di Shelton e togliendo progressivamente entusiasmo al pubblico dell’Arthur Ashe Stadium, tutto schierato ovviamente dalla parte dell’americano. Per il tedesco è una notte di liberazione, dopo anni passati a convivere con l’etichetta di grande talento incompiuto nei tornei dello Slam, il 2026 gli consegna una dimensione nuova.

Shelton, alla prima finale Slam della carriera, ha pagato tensione e inesperienza nei momenti chiave. L’americano era arrivato all’ultimo atto dopo il successo contro Carlos Alcaraz ai quarti, diventando anche il più giovane non europeo in finale in un Major dai tempi di Juan Martin del Potro allo US Open 2009. Ma contro Zverev non è riuscito a trovare continuità sufficiente per trasformare l’energia del pubblico in dominio tecnico.

Il primo set ha indirizzato subito la finale. Shelton è partito contratto, ha concesso il break nel game d’apertura con un doppio fallo e ha faticato a trovare equilibrio negli scambi. Zverev, invece, ha mostrato fin dall’inizio la sua versione più matura: servizio solido, pochi rischi inutili, grande attenzione in risposta. Il tedesco ha poi piazzato un secondo break nel nono game, chiudendo il parziale 6-3.

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Nel secondo set il livello si è alzato. Shelton ha provato a scuotersi, ha tenuto meglio i propri turni di battuta e ha trascinato Zverev al tie-break. Ma nel momento più delicato è stato ancora il tedesco a fare la differenza, con partenza fulminea, doppio mini-break e una gestione impeccabile fino al 7-2. Su due set a zero, la finale sembrava ormai nelle mani di Sascha.

Il terzo set ha però riaperto tutto. Shelton, sostenuto dal pubblico, ha alzato l’aggressività e ha approfittato dell’unico vero passaggio a vuoto di Zverev. Sul 6-5, il tedesco è crollato al servizio, finendo sotto 0-40: dopo aver cancellato il primo set point, ha ceduto sul secondo con una volée di dritto sbagliata. Il 7-5 ha rimesso in partita l’americano e riportato nello stadio il rumore di una possibile rimonta.

Ma i fantasmi del 2020 sono durati pochissimo. All’inizio del quarto set Zverev ha reagito subito, strappando immediatamente il servizio a Shelton. Da lì ha ripreso il controllo del match, lavorando l’americano ai fianchi e costringendolo spesso a giocare in corsa, fuori equilibrio, al limite. Il secondo break è arrivato nel settimo game, per il 5-2, prima del turno di battuta decisivo.

La chiusura è stata quasi surreale. Zverev ha servito per il torneo, ha firmato l’ultimo punto con un ace e per qualche secondo non si è nemmeno accorto di aver vinto. Era ancora immerso nella tensione agonistica, pronto quasi a chiedere le palline per servire di nuovo. Poi la consapevolezza, l’esultanza e l’abbraccio finale a Shelton.

Per Zverev questo US Open vale molto più di un titolo. Vale la conferma di una stagione straordinaria, cominciata con il successo al Roland Garros e proseguita con un rendimento da protagonista assoluto nei Major. Il tedesco sale anche in testa alla Race per Torino e si avvicina nel ranking a Jannik Sinner, che resta comunque numero 1 del mondo.

Per Shelton resta l’amarezza, ma anche la certezza di aver fatto un salto di dimensione.