Nessuno è davvero uscito soddisfatto dal Masters 1000 di Cincinnati 2025. Nemmeno il campione. Nemmeno noi della stampa, che abbiamo visto il clou della lunedì sgretolarsi sotto i colpi della sfortuna: la febbre che ha costretto Jannik Sinner a rinunciare alla finale. I numeri però non guardano in faccia a nessuno: Carlos Alcaraz si è preso il titolo e, soprattutto, punti preziosi per accorciare il gap con l’italiano in classifica. Ora il distacco è di 1.890 punti e lo spagnolo potrà giocarsi il ritorno al vertice proprio a New York.
Lo scenario è chiaro: se Alcaraz dovesse trionfare agli US Open, tornerebbe immediatamente n.1 del mondo, indipendentemente dai risultati di Sinner. Questo è il dato più rilevante della settimana, anche se le storie da raccontare non si fermano ai due fuoriclasse che dominano il circuito.
Khachanov rientra in top10, Rune in calo
Dopo un’estate positiva, Karen Khachanov riconquista un posto tra i primi dieci, scalzando Holger Rune, sempre più in difficoltà. Nessuna altra variazione significativa all’interno dell’élite, che resta piuttosto stabile.
Rublev scivola, Mensik cresce
Allargando lo sguardo, Andrey Rublev continua a perdere terreno: il moscovita è ora n.15 e vede sempre più giocatori superarlo. Segnale opposto invece per Jakub Mensik, nuovo n.16 del mondo, che ritocca il proprio best ranking e conferma di essere il talento più promettente della sua generazione, sebbene non riceva ancora la visibilità che meriterebbe.
Vari movimenti nella zona media
Settimana ricca di best ranking personali: Gabriel Diallo (n.33), Alexandre Muller (n.38), Corentin Moutet (n.41), Camilo Ugo Carabelli (n.42), Joao Fonseca (n.44), Jaume Munar (n.46), Learner Tien (n.48) e Fran Comesaña (n.55).
Ma ci sono anche cadute pesanti: Alexei Popyrin perde 17 posizioni (n.36), Matteo Arnaldi 25 (n.62), mentre Hubert Hurkacz precipita di 29 posti (n.69). In positivo, da segnalare il ritorno di Roberto Bautista Agut in top50.
Atmane la rivelazione: +66 in classifica
La sorpresa più grande porta il nome di Terence Atmane. Il francese, partito dalle qualificazioni e fermatosi solo in semifinale contro Sinner, fa un balzo di 66 posti e si installa al n.70 ATP. Un exploit che conferma la bontà del suo tennis aggressivo e il carattere da outsider.
Tra gli altri progressi meritano attenzione i nuovi best ranking di Ethan Quinn (n.81) e Adam Walton (n.82). In caduta libera invece Sebastian Korda (n.86) e Kei Nishikori (n.88), che restano comunque nel top100. Da registrare anche i debutti del ceco Svrcina (n.98) e del francese Royer (n.99).
