10 Gennaio 2026

Stefano Minnucci

Tra sorrisi e colpi d’autore, l’esibizione di Sinner e Alcaraz senza pressione

Non era una partita, ma un evento di esibizione per far divertire. E come tale va letta l’esibizione tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, andata in scena davanti a un pubblico delle grandi occasioni, equamente diviso nel sostegno ai due campioni.

Il risultato finale è a favore dello spagnolo, 7-5 7-6 dopo un’ora e 46 minuti. Ma conta poco. Perché lo scopo era esibirsi, in una partita che non poteva tenere ritmi alti. L’intensità è rimasta controllata, con ritmi bassi. Il clima rilassato, con sorrisi frequenti, dialogo continuo con il pubblico, complicità reciproca tra i due protagonisti.

L’obiettivo d’altronde era chiaro fin dall’inizio, divertire. E da questo punto di vista l’evento ha anche funzionato. L’assenza della pressione del ranking e dei punti ATP ha liberato il gioco, permettendo soluzioni creative, variazioni cercate più per gusto che per necessità. Come nel quarto game del primo set, con quindici colpi consecutivi tutti in back, rasoiati sulla linea di fondo, conclusi dall’esultanza plateale di Alcaraz e dal cinque a mano bassa tra i due al cambio di campo. Scene da esibizione, impensabili in un contesto ufficiale.

Nel secondo set il livello si è leggermente alzato, senza però mai tradire la natura dell’incontro. Emblematico il terzo game: Alcaraz sotto 0-30 piazza una prima imprendibile, risale fino al 30-30 e chiude con una splendida discesa a rete. Sembra l’inizio di un game “serio”, ma la partita si interrompe perché Sinner fa entrare in campo un bambino al suo posto, per un siparietto che diverte enormemente il pubblico. Alla ripresa tra i due, l’arbitro parla di parità, e tra le risate generali lo spagnolo regala il punto all’avversario. Tutto lì il senso della serata.

Sul piano tecnico-tattico le indicazioni sono poche e pressoché inutili da considerare. Sinner ha provato a variare, con qualche tentativo di serve and volley, ma non è mai riuscito a brekkare l’avversario nonostante diverse occasioni. Alcaraz ha mostrato qualche difficoltà nel tenere la diagonale di rovescio, ma ha gestito meglio i momenti decisivi, soprattutto nel tie-break. Chiaramente nulla che possa essere davvero pesato in vista degli Australian Open.

Insomma, non era vero tennis, ma un’esibizione da guardare con un sorriso. Niente di più, niente di meno.