Nel mondo del tennis, arrivare al numero uno del ranking ITF juniores è considerato un biglietto da visita importante per una carriera da professionista. Le luci dei riflettori si accendono presto su questi giovani, che dominano i tornei under18, spesso vincendo slam giovanili o facendo finali nei tornei di Grade A. Si parla di predestinati, futuri numeri uno anche tra i grandi. Poi, però, quando il salto nel circuito ATP o WTA diventa realtà, qualcosa cambia. Non sempre il talento giovanile si traduce in successi nel professionismo. Anzi, in molti casi è proprio quel successo precoce a diventare un peso difficile da gestire.
Donald Young, il predestinato mai esploso
Donald Young è un nome emblematico. Nel 2005, a soli 16 anni e 5 mesi, è diventato il più giovane numero uno del mondo nella storia del tennis juniores, dopo aver vinto l’Australian Open junior. Le aspettative su di lui erano altissime: la stampa americana lo definiva il nuovo John McEnroe, gli sponsor facevano a gara per assicurarselo. Eppure, la sua carriera tra i professionisti non è mai decollata. Due finali ATP, un best ranking di numero 38 del mondo nel 2012, e poi anni di anonimato nel circuito Challenger. Young è rimasto intrappolato nel limbo di chi è stato troppo presto considerato una stella, ma non è mai riuscito a brillare davvero.
Filip Peliwo, da re degli junior al limbo Challenger
Un altro esempio simile è quello di Filip Peliwo. Canadese, classe 1994, ha dominato il circuito juniores nel 2012, anno in cui ha raggiunto tutte e quattro le finali slam under18 (come Stefan Edberg nel 1983), vincendone due (Wimbledon e US Open) e chiudendo da numero uno del mondo. I pronostici lo volevano come erede di Milos Raonic, ma il passaggio tra i pro è stato tutto fuorché semplice. Infortuni, scarsa continuità e qualche scelta tecnica poco fortunata lo hanno tenuto lontano dai grandi palcoscenici. A oggi, è ancora attivo, ma stabilmente fuori dai top300. Un esempio di come il talento non basti, se non è accompagnato da una crescita completa, fisica e mentale.
Daniel Berta, Julien Jeanpierre e i desaparecidos
Alcuni ex numeri uno juniores sono letteralmente scomparsi. Daniel Berta, svedese, chiuse il 2009 da miglior giocatore del mondo under18. Sembrava l’erede di Edberg, ma dopo qualche wildcard e tentativi nel circuito ITF, ha lasciato il tennis agonistico giovanissimo. Julien Jeanpierre, francese, fu il numero uno del 1998 e da junior aveva persino battuto Roger Federer. Da professionista, però, non è mai andato oltre il numero 133 del ranking ATP, ritirandosi in giovane età. Questi sono solo due dei tanti nomi che la storia ha dimenticato troppo in fretta.
L’eccezione Monfils e i casi riusciti
Non tutti i numeri uno juniores hanno fallito. Gael Monfils, ad esempio, è stato un fuoriclasse anche tra i ragazzi: numero uno nel 2004, vinse tre slam junior su quattro. Tra i professionisti non ha mai vinto uno slam, ma ha conquistato più titoli, è stato numero 6 del mondo e ha regalato spettacolo ovunque abbia giocato. Monfils è uno dei pochi esempi di ex numero uno juniores che ha mantenuto, almeno in parte, le promesse. Altri, come Andy Roddick, che fu tra i migliori junior prima di vincere lo US Open 2003 e diventare numero uno ATP, hanno fatto il salto con successo, ma sono veramente in pochi.
Belinda Bencic e Simona Halep, quando il talento sboccia
Nel femminile, Belinda Bencic è un ottimo esempio. Numero uno ITF juniores nel 2013, vinse Roland Garros e Wimbledon tra le ragazze, e in seguito vincitrice di nove titoli WTA, arrivando fino al numero 4 del ranking mondiale e conquistando la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Simona Halep, campionessa junior al Roland Garros nel 2008, ha poi vinto due slam da professionista e raggiunto la vetta della classifica WTA, restando numero uno per 64 settimane. Questi esempi dimostrano che sì, dal tennis juniores si può emergere.
Quando il corpo non segue la testa
Molti numeri uno juniores arrivano alla vetta troppo presto, quando il loro vantaggio è fisico più che tecnico o mentale. La crescita anticipata li fa dominare tra i coetanei, ma una volta persa quella superiorità fisica, i limiti si rivelano. È il caso di Thiemo de Bakker, vincitore di Wimbledon junior 2006 e n.1 juniores dello stesso anno, che tra i professionisti ha faticato a imporsi. Anche l’argentino Federico Coria, pur con una carriera solida, non ha mai davvero rispettato il potenziale che da ragazzo sembrava evidente.
Essere numero uno del mondo a 17 anni significa anche essere sotto una lente d’ingrandimento. Gli sponsor spingono, i media creano paragoni ingombranti, le famiglie e le federazioni mettono aspettative sulle spalle di un adolescente. In questo contesto, sbagliare anche solo la scelta di un allenatore, una programmazione sbilanciata o forzare un rientro dopo un infortunio, può compromettere una carriera. Alcuni tennisti decidono allora di rallentare, come ha fatto Jannik Sinner che non è mai stato numero uno juniores, ma è cresciuto a ritmi sostenibili, senza bruciare le tappe. Lo stesso Carlos Alcaraz ha vinto poco tra gli junior, ma ha spiccato il volo in tempi record tra i pro.
Guardando ai numeri uno juniores dal 2000 in poi, la percentuale di quelli che sono poi arrivati almeno in top10 tra i professionisti è sorprendentemente bassa. Alcuni si perdono, altri cambiano strada, qualcuno si reinventa come allenatore. Solo pochi trasformano quel titolo giovanile in un successo adulto. La classifica juniores, per quanto prestigiosa, è solo un indicatore iniziale. Il tennis, quello vero, comincia dopo.
Bonus track: elenco dei numeri 1 juniores (2000-2024) e loro miglior ranking pro
Ecco l’elenco completo degli ITF Junior World Champions maschili e femminili dal 2004 al 2024, con il miglior ranking ATP/WTA raggiunto in carriera:
Maschile (Boys’ combined, dal 2004)
2004: Monfils (6)
2005: Young (38)
2006: Thiemo de Bakker (40)
2007: Ricardas Berankis (50)
2008: Yang Tsung-hua (164)
2009: Daniel Berta (637)
2010: Juan S. Gomez (469)
2011: Jiri Vesely (35)
2012: Filip Peliwo (161)
2013: Alexander Zverev (2)
2014: Andrey Rublev (5)
2015: Taylor Fritz (4)
2016: Miomir Kecmanovic (27)
2017: Axel Geller (539)
2018: Tseng Chun-hsin (83)
2019: Thiago Tirante (90)
2021: Shang Juncheng (47)
2022: Gilles-Arnaud Bailly (460)
2023: Joao Fonseca (54)
2024: Nicolai Budkov Kjar (287)
Femminile (Girls’ combined, dal 2004)
2004: Michaella Krajicek (30)
2005: Victoria Azarenka (1)
2006: Anastasia Pavlyuchenkova (11)
2007: Urszula Radwanska (29)
2008: Noppawan Lertcheewakarn (149)
2009: Kristina Mladenovic (10)
2010: Daria Gavrilova (20)
2011: Irina Khromacheva (89)
2012: Taylor Townsend (46)
2013: Belinda Bencic (4)
2014: CiCi Bellis (35)
2015: Dalma Galfi (79)
2016: Anastasia Potapova (21)
2017: Whitney Osuigwe (105)
2018: Clara Burel (42)
2019: Diane Parry (48)
2021: Petra Marcinko (132)
2022: Lucie Havlickova (774)
2023: Alina Korneeva (128)
2024: Emerson Jones (206)