Jannik Sinner

15 Luglio 2025

Giuseppe Canetti

Ranking Atp e prossimi tornei: Sinner blinda la vetta fino allo US Open, Musetti punta la top-5. E gli altri azzurri?

Archiviato Wimbledon, il tennis maschile vive una fase interlocutoria contrassegnata da due tornei sulla terra battuta, gli Atp 250 di Bastad e Gastaad, ed uno sul cemento, l’Atp 250 di Los Cabos. Lo stesso discorso vale per la prossima settimana, quando andranno in scena gli Atp 250 sul rosso di Kitzbuhel e Umago.

Parentesi interessanti, certo, ma la maggior parte dei riflettori sono già proiettati al prestigioso swing che porta dritto allo US Open (dal 25 agosto al 7 settembre). Quello che vedrà susseguirsi l’Atp 500 di Washington e, soprattutto, i Masters 1000 di Toronto e Cincinnati. Tornei importanti, che prospettano implicazioni altrettanto importanti in ottica ranking. Non tanto per Jannik Sinner, quanto per gli altri azzurri presenti nella zone alte della classifica. Facciamo il punto della situazione.

Ranking Atp, Sinner allunga su Alcaraz e vede le 65 settimane da numero uno

Cominciamo proprio dal vertice, dove Jannik Sinner ha consolidato la sua prima posizione dagli attacchi di Carlos Alcaraz, portando il vantaggio sullo spagnolo ad oltre 3000 punti Atp. L’ultimo aggiornamento ufficiale della graduatoria ci racconta infatti che l’azzurro è in testa a quota 12030, mentre il murciano ha visto il suo bottino personale ridursi a quota 8600.

Sinner
Foto “X” Atp Tour

Sia Jannik che Carlos torneranno in campo direttamente tra due settimane, al Masters 1000 di Toronto, per poi giocare il Masters 1000 di Cincinnati. Entrambi sono iscritti al torneo di doppio misto allo US Open (19-20 agosto) e non giocheranno Winston-Salem. Ciò vuol dire che il classe 2001 altoatesino è già matematicamente sicuro di arrivare a Flushing Meadows da numero uno al mondo, allungando la sua leadership alla durata di 65 settimane.

Guardando oltre, invece, il primato di Sinner è molto più incerto: di qui a fine stagione (dunque alle Finals di Torino) dovrà difendere 6030 punti, mentre Alcaraz solo 1060: al nativo di San Candido servirà rendersi protagonista di un estate/autunno ai limiti della perfezione per conservare la vetta.

Da Musetti ad Arnaldi, il punto sugli altri azzurri in top-50

Musetti
Foto Roland Garros

Capitolo altri azzurri in top-50. Lorenzo Musetti, pur venendo eliminato all’esordio a Wimbledon, ha conservato la settima posizione in classifica. Ha deciso di rinunciare all’Atp 250 di Los Cabos e tornerà in campo all’Atp 500 di Washington, nella settimana in cui dovrà difendere i 165 punti della finale raggiunta ad Umago nel 2024. Per la permanenza in top-10 e per le sue ambizioni di top-5 saranno cruciali gli appuntamenti di Toronto e Cincinnati. Lo scorso anno, infatti, ha saltato l’evento in Canada e racimolato un secondo turno negli States: avrà ampi margini di guadagno, e così sarà anche allo US Open, dove nel 2024 non andò oltre il terzo turno.

E Matteo Berrettini? Purtroppo, sul fronte del romano le notizie non sono positive. Il 29enne ha scelto di non difendere il titolo a Gstaad e non difenderà nemmeno il trionfo di Kitzbuhel: prossimamente vedrà svanire un bottino di 500 punti, uscirà dalla top-50, e le difficoltà mentali palesate in conferenza a Londra (dopo la sconfitta al debutto contro Majchrzak) non rappresentano un segnale incoraggiante.

Ottime, invece, le notizie riguardanti Flavio Cobolli, il quale grazie ai quarti sul verde britannico ha centrato il suo nuovo best ranking attestandosi il 19esima piazza. Per il classe 2002, tra Toronto (2t), Cincinnati (3t) e New York (3t), ci sono tutte le prospettive poter pensare ad ulteriori passi in avanti. Intanto, sarà impegnato alla Hopman Cup in corso in questi giorni.

Per quanto riguarda infine Lorenzo Sonego e Matteo Arnaldi, la situazione è la seguente: il torinese ha uno score di due secondi turni a Toronto e Cincinnati e di una sconfitta al debutto allo US Open, ma prima di Flushing Meadows dovrà difendere il titolo all’Atp 250 di Winston-Salem. Il ligure, dal canto suo, fece semifinale alla Rogers Cup, primo turno a Cincinnati e terzo allo US Open. In entrambi i casi, si tratta di risultati sostanziosi da difendere ma non impossibili da migliorare. Staremo a vedere come si evolveranno gli scenari.