18 Luglio 2025

Stefano Maffei

Le finali Slam più rapide della storia, tra record, dominio e leggende

Nel mondo del tennis, le finali dei tornei del grande slam rappresentano il culmine della competizione: dopo due settimane di scontri intensi, le migliori racchette si affrontano per la gloria. Spesso queste partite sono maratone fisiche ed emotive, dense di colpi di scena e drammi sportivi. Tuttavia, esistono casi in cui la supremazia di un giocatore è tale da trasformare la finale in una formalità, con il cronometro che si ferma molto prima del previsto. Questo articolo ripercorre le finali Slam più rapide della storia, sia in campo femminile sia maschile, dagli anni del tennis amatoriale all’Era Open.

Suzanne Lenglen v Molla Mallory, Wimbledon 1922
La finale femminile di Wimbledon del 1922 tra Suzanne Lenglen e Molla Mallory rimane la più breve mai disputata nella storia del tennis. Lenglen, autentica icona francese e pioniera del tennis moderno, sconfisse l’americana in appena 23 minuti, secondo le fonti storiche. Il punteggio fu un impietoso 6-2 6-0. Questa prestazione, rimasta leggendaria, mostra quanto la differenza tecnica e mentale tra due atlete potesse portare a una conclusione così rapida, soprattutto in un’epoca in cui le strutture di gioco erano ancora in evoluzione.

Steffi Graf v Natalia Zvereva, Roland Garros 1988
Sessantasei anni dopo, una nuova prestazione entrò nella storia: Steffi Graf, già numero uno del mondo, dominò la finale del Roland Garros contro la sovietica Natalia Zvereva con un doppio 6-0 in circa 32 minuti. Graf, che in quell’anno completò anche il Golden Slam, lasciò appena 13 punti all’avversaria. Fu una dimostrazione di forza tecnica e mentale che ancora oggi viene ricordata come una delle più schiaccianti della storia del tennis femminile.

Iga Swiatek v Amanda Anisimova, Wimbledon 2025
Nel luglio 2025, Iga Swiatek ha scritto una nuova pagina di storia con una vittoria per 6-0 6-0 su Amanda Anisimova nella finale di Wimbledon. Il match è durato 57 minuti ed è stato il primo double bagel in una finale slam dai tempi di Graf nel 1988. Swiatek ha dominato l’incontro dal primo all’ultimo punto, con Anisimova visibilmente sopraffatta dall’intensità e dalla precisione dell’avversaria. La vittoria ha sancito il sesto slam in carriera (su sei finali disputate) della polacca e il suo primo sull’erba, a testimonianza della sua completa maturazione tennistica.

Jimmy Connors v Ken Rosewall, US Open 1974
La finale maschile più rapida della storia si è disputata allo US Open del 1974, dove Jimmy Connors sconfisse Ken Rosewall con un netto 6-1 6-0 6-1 in appena un’ora e diciotto minuti. Solo venti game furono giocati e Rosewall riuscì a conquistarne appena due. Connors, in quella stagione straordinaria, impose un ritmo e un’intensità inarrivabili per l’avversario. La sua aggressività da fondo campo lasciò Rosewall completamente inerme, segnando una delle finali più sbilanciate nella storia slam.

Rafael Nadal v Roger Federer, Roland Garros 2008
Una delle finali maschili più a senso unico degli ultimi decenni fu quella del Roland Garros 2008, quando Rafael Nadal annientò Roger Federer con un secco 6-1 6-3 6-0. La partita durò un’ora e 48 minuti e fu una dimostrazione assoluta di superiorità sulla terra rossa. Federer, all’epoca numero uno del mondo, non riuscì mai a entrare in partita. Nadal giocò con intensità e precisione, dettando legge da fondo campo e non lasciando margine all’avversario, in una delle prestazioni più dominanti nella storia delle finali slam.

John McEnroe v Jimmy Connors, Wimbledon 1984
Anche la finale di Wimbledon del 1984 fu sorprendentemente breve. John McEnroe superò Jimmy Connors con il punteggio di 6-1 6-1 6-2 in appena un’ora e venti minuti. L’incontro fu un capolavoro di tennis serve-and-volley, con McEnroe che salì in cattedra fin dall’inizio e annientò la resistenza di Connors con una combinazione letale di precisione al servizio e volée vincenti. La netta superiorità tecnica e mentale di McEnroe in quel giorno lo portò a conquistare il suo terzo titolo a Wimbledon con una delle performance più memorabili della sua carriera.

Finali lampo contro maratone epiche
Le finali rapide mostrano un lato diverso, ma altrettanto affascinante del tennis rispetto alle battaglie epiche. Se pensiamo alla finale dell’Australian Open 2012 tra Djokovic e Nadal, durata quasi sei ore, o alla finale del Roland Garros 2025 tra Alcaraz e Sinner, terminata dopo cinque ore e ventinove minuti, comprendiamo come il tennis sia uno sport capace di raccontare storie diversissime. Le finali lampo parlano di supremazia tecnica, mentale e tattica, mentre le maratone celebrano resistenza, equilibrio e dramma sportivo.

Cosa ci lascia la brevità
Le finali slam più rapide della storia, sia maschili sia femminili, offrono uno spaccato singolare, ma significativo del tennis d’élite. Non sempre la spettacolarità è legata alla durata. In certi casi, la perfezione di un giocatore o di una giocatrice nell’applicare il proprio piano di gioco può generare partite brevi, ma indimenticabili. Che sia l’eleganza di Lenglen, la potenza di Graf, la precisione di Swiatek o l’intensità di Connors, queste finali rappresentano momenti in cui il tennis si è espresso nella sua forma più pura ed efficace. La rapidità, in questi casi, non ha tolto valore allo spettacolo: lo ha semplicemente reso più fulminante.