19 Luglio 2025

Stefano Maffei

Le finali Slam più lunghe della storia, ecco le maratone da leggenda

Nel tennis, ogni finale Slam rappresenta l’apice di due settimane di competizione feroce, ma alcune si distinguono non solo per il livello tecnico ed emotivo, bensì per la loro durata leggendaria. Quando la posta in gioco è massima, il tempo sembra fermarsi: l’imperativo è vincere. Tuttavia, nella storia dei tornei del Grande Slam ci sono state partite che hanno resistito al tempo, diventando vere e proprie maratone sportive. In questo articolo esploreremo le tre finali maschili e le tre finali femminili più lunghe mai disputate nei tornei major, veri e propri simboli di resistenza fisica, tenacia mentale e straordinaria abilità tennistica.

Australian Open 2012: Djokovic-Nadal, la battaglia delle sei ore
La finale del singolare maschile dell’Australian Open 2012 tra Novak Djokovic e Rafael Nadal è la più lunga nella storia del tennis moderno. Disputata nella Rod Laver Arena, durò ben 5 ore e 53 minuti, con Djokovic che si impose con il punteggio di 5-7 6-4 6-2 6-7(5) 7-5. Mai prima di allora una finale Slam aveva raggiunto simili vertici di intensità e resistenza. Quella sera di gennaio, i due rivali diedero vita a uno degli incontri più estenuanti e memorabili della storia sportiva. Entrambi i giocatori, noti per la loro forma fisica impeccabile e la mentalità combattiva, spinsero i loro limiti oltre ogni previsione. Al termine del match, visibilmente esausti, si sedettero durante la cerimonia di premiazione, un gesto inedito che testimoniava la straordinarietà dello sforzo compiuto.

Roland Garros 2025: Alcaraz-Sinner, il futuro è adesso
Più di un decennio dopo, il tennis ha vissuto una nuova pagina epica con la finale del Roland Garros 2025 tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. I due giovani fenomeni del tennis mondiale hanno dato vita a una battaglia durata 5 ore e 29 minuti, diventando così la seconda finale Slam più lunga di sempre e la più lunga nella storia del Roland Garros. Alcaraz, in svantaggio di due set, ha rimontato fino a imporsi con il punteggio di 4-6 6-7(4) 6-4 7-6(3) 7-6(10-2), annullando ben tre match point per Sinner nel quarto set. Il match ha rappresentato un passaggio di testimone generazionale, evidenziando la capacità dei nuovi talenti di sostenere ritmi fisici e mentali da record. Con colpi potenti, difese spettacolari e un quinto set deciso al super tiebreak, la sfida ha dimostrato che il tennis contemporaneo ha tutte le carte in regola per continuare a scrivere pagine leggendarie.

Australian Open 2022: Nadal-Medvedev, la rimonta impossibile
La terza finale più lunga della storia degli Slam maschili si è giocata sempre all’Australian Open, nel 2022. Nadal, alla ricerca del suo 21º titolo Slam, affrontò Daniil Medvedev in una finale che durò 5 ore e 24 minuti. Dopo aver perso i primi due set, Nadal riuscì in una delle rimonte più impressionanti della sua carriera, vincendo per 2-6 6-7(5) 6-4 6-4 7-5. Questo incontro fu emblematico non solo per la durata, ma anche per la qualità tecnica e il livello di concentrazione richiesti. La vittoria segnò un record per Nadal, che divenne il primo uomo a vincere 21 titoli Slam, superando Federer e Djokovic. La tenacia del maiorchino emerse ancora una volta, confermando il suo status di leggenda vivente.

Wimbledon 2005: Venus Williams-Davenport, la finale più lunga dell’Era Open
Nel tennis femminile, la finale più lunga in termini di durata temporale sui campi dell’All England Club è stata nel 2005 tra Venus Williams e Lindsay Davenport. In un match di 2 ore e 45 minuti, Williams trionfò con il punteggio di 4-6 7-6(4) 9-7, dopo aver salvato un match point sul 4-5 del terzo set. Questa partita è ricordata come una delle più avvincenti e drammatiche della storia del torneo londinese. Il livello di gioco fu altissimo, con scambi potenti e una tensione palpabile fino all’ultimo colpo. Williams, con questa vittoria, conquistò il suo terzo titolo a Wimbledon, dimostrando una resilienza straordinaria.

Wimbledon 1970: Margaret Court-Billie Jean King, 46 game di storia
Anche se le statistiche ufficiali del tempo di gioco non sono sempre disponibili per gli anni più lontani, la finale di Wimbledon del 1970 tra Margaret Court e Billie Jean King è ancora oggi la finale femminile con il maggior numero di game disputati: ben 46, nonostante si sia giocato appena due set. Court vinse 14-12 11-9 in due set estenuanti, in un’epoca in cui il tiebreak non era ancora stato introdotto. La partita fu un vero duello mentale e fisico, giocata su un’erba resa ancor più insidiosa dalla durata degli scambi e dall’assenza di pause regolamentate. Il match segnò una delle ultime grandi sfide tra due icone del tennis femminile del XX secolo e rimane una pietra miliare nella storia dello sport.

Roland Garros 2001: Capriati-Clijsters, il set finale più lungo
La finale del Roland Garros 2001 tra Jennifer Capriati e Kim Clijsters si distingue per il set finale più lungo mai giocato in una finale Slam femminile. Capriati vinse 1-6 6-4 12-10 dopo 2 ore e 21 minuti di gioco, con l’ultimo parziale che da solo durò ben 77 minuti. Questo match fu un esempio lampante di quanto il tennis femminile possa essere combattuto e ricco di pathos. Clijsters, appena diciottenne, mostrò una maturità incredibile, ma alla fine fu la maggiore esperienza di Capriati a fare la differenza. Il match si impose come uno dei più emozionanti di sempre sulla terra parigina, lasciando il pubblico a fiato sospeso fino all’ultimo colpo.

Quando il tempo è un dettaglio trascurabile
Le finali Slam più lunghe della storia non sono solo cifre da almanacco, ma racconti epici che definiscono carriere e segnano generazioni. Sia nel circuito maschile che in quello femminile, queste partite hanno rappresentato molto più di una semplice sfida sportiva: sono stati momenti di verità, dove resistenza, strategia e cuore si sono fusi in uno spettacolo senza tempo. Mentre le regole evolvono e i tiebreak vengono introdotti per accorciare le durate, queste finali rimarranno esempi immortali della bellezza cruda e autentica del tennis. In quei momenti, il cronometro non conta più: conta solo la grandezza.