Berrettini

31 Luglio 2025

Giuseppe Canetti

Bertolucci su Berrettini: “Tutto è deflagrato in un momento specifico, ora capisca la natura delle sue difficoltà”

La notizia era nell’aria già da qualche giorno, ieri pomeriggio è arrivata anche l’ufficialità: Matteo Berrettini non prenderà parte al Masters 1000 di Cincinnati in programma dal 7 al 18 agosto. Per il 29enne romano si è trattato del quarto forfait di fila, dopo quelli agli Atp 250 di Gstaad e Kitzbuhel – tornei dove non si è presentato a difendere il titolo di campione – e al Masters 1000 di Toronto.

Una rinuncia davvero preoccupante, soprattutto pensando allo sfogo dell’azzurro a margine della sconfitta all’esordio a Wimbledon. «Dopo Roma ho passato settimane difficili, ho avuto tanti momenti di down in cui dovevo decidere se provarci o non provarci. Fondamentalmente sono stanco, stanco di rincorrere sempre qualcosa», aveva rivelato Berrettini in conferenza stampa. «Fisicamente sono rimasto sorpreso, stavo pure meglio del previsto. Quello che è mancato è stato il mio solito atteggiamento e l’energia che mi ha sempre caratterizzato. Ero piatto, nemmeno il tifo mi ha caricato», sottolineava.

E a chi gli chiedeva se il problema fosse la testa – ovvero l’aspetto psicologico – Matteo rispondeva con un sorriso amaro: «Forse mi sono rotto pure quella… Devo vedere esattamente cosa è successo nella partita prima di dire qualcosa di sbagliato o quello che sto pensando in questo momento. Il tennis è stato molto duro con me in questi ultimi mesi. Mi dispiace tanto per le persone che mi hanno aiutato ad arrivare a questo torneo; hanno fatto tutto il possibile. Ma ci sta anche che dopo quello che ho passato in questi anni mi senta stanco. Ho bisogno di prendermi tempo per riflettere e capire cosa fare del futuro. Perché stare in campo così non è quello che voglio».

Proprio su tale argomento si è soffermato Paolo Bertolucci nel suo ultimo editoriale per La Gazzetta dello Sport. Vi proponiamo di seguito un estratto delle sue considerazioni senza peli sulla lingua.

Bertolucci: “Berrettini deve capire la vera natura delle sue difficoltà”

Si susseguono gli avvistamenti nelle località più disparate, ma della presenza di Matteo Berrettini nel circuito Atp non c’è più traccia”, esordisce Bertolucci pungente (il tennista è stato avvisato a Portofino in dolce compagnia). “Settimanalmente si legge il suo nome su giornali e siti, solo per rimarcare l’ennesima rinuncia al prossimo torneo. Se non ci fosse ormai la presenza costante di numerosi giocatori italiani nelle fasi finali di quasi tutti i tornei internazionali, saremmo sicuramente qui a disperarci per la sua assenza dai campi”, aggiunge.

Berrettini
Foto Instagram Berrettini

“Così, invece, la latitanza del romano passa quasi inosservata. E questo è un vero peccato. Anche perché è stato lui, sulla scia dei successi di Fabio Fognini, a dare lo scossone definitivo allo stagnante movimento nazionale”, sottolinea l’ex tennista.

“Grazie alle semifinali raggiunte agli US Open e all’Australian Open, ha scalato la classifica ed è poi stata la finale di Wimbledon 2021, pure persa contro Novak Djokovic, a proiettarlo fino ai vertici mondiali. Matteo, in virtù della sua grande potenza, del suo servizio e in particolare del suo dritto, ha raggiunto la sesta posizione del ranking mondiale. E in quel momento sembrava lanciato addirittura verso un possibile ingresso nelle top five”, ricorda Bertolucci.

Il 74enne di Forte dei Marmi giunge a tempi più recenti osservando: “È vero che la sua carriera ha dovuto subire diversi stop a causa di ripetuti impasse fisici, ma la seconda parte della scorsa stagione sembrava averci riconsegnato un giocatore finalmente in salute, fiducioso nei propri mezzi. Invece la realtà, purtroppo, si è rivelata ben diversa da quel che si era sperato. E dopo aver in pratica saltato tutti gli ultimi mesi di questo 2025, la sensazione è che il ragazzo accusi problemi che vanno al di là di quelli fisici. Ombre scure, a questo punto, si addensano sul futuro di Matteo che, evidentemente, alla soglia dei trent’anni, non riesce a districarsi tra gli intoppi fisici e quelli mentali”.

In questo contesto travagliato, non è dato sapersi quando il classe ’96 farà il suo rientro in campo. Nessuna notizia, nessuna dichiarazione. E Bertolucci ci tiene ad evidenziare: “Lo spettro di dover chiudere anticipatamente la carriera potrebbe anche prendere corpo”.

“Che non sia sereno lo si intuisce anche dai continui cambi di allenatore, preparatore e team, assunti e rilasciati nell’arco di poco tempo. Senza dimenticare che il tutto è poi deflagrato nel momento in cui Matteo ha lasciato la vecchia guida di Vincenzo Santopadre che lo aveva seguito in tutto il corso della sua carriera. Noi, comunque, vogliamo rimanere fiduciosi e lo aspettiamo come abbiamo fatto in tutti questi ultimi anni. Ma al di là del sostegno che gli appassionati – e non soltanto loro – potranno dargli, egli stesso dovrà fare presto un check completo – fisico e psicologico – per capire la vera natura delle sue difficoltà, chiedendo nel caso aiuto e sostegno a chi di dovere, per riuscire ad emergere da questo cul-de-sac nel quale, poco alla volta e forse inconsapevolmente, si è infilato”, conclude l’ex tennista.