Karen Khachanov torna a ruggire nei grandi palcoscenici e lo fa nel suo ambiente preferito: i campi dell’ATP Masters 1000 di Toronto, dove ha già raggiunto i quarti di finale. Il russo, campione a sorpresa a Parigi 2018, sembra intenzionato a sfruttare al massimo un tabellone orfano dei grandi favoriti come Sinner, Alcaraz e Djokovic.
Un’occasione da non sprecare
A quasi sette anni dalla sua unica vittoria in un Masters 1000, Khachanov vede una nuova possibilità concreta di alzare un trofeo importante. Il sorteggio, per una volta, gli sorride e le sue prestazioni lo confermano: è tra i pochi a mostrare continuità, solidità mentale e un tennis efficace in ogni zona del campo. In particolare, il suo servizio è tornato ad essere un’arma letale: contro Ruud non ha concesso nemmeno un punto sulla prima palla nel primo set.
Vittoria chiave contro Ruud
Il match degli ottavi contro Casper Ruud è stato un vero e proprio punto di svolta. Il norvegese era uno dei pochi top presenti nel torneo e rappresentava un ostacolo importante: fino a quel momento, Khachanov non lo aveva mai battuto nel 2025. Ma a Toronto ha cambiato marcia, dominando nei momenti chiave e mostrando quella grinta che lo ha sempre reso un giocatore scomodo per tutti.
Michelsen, avversario con conto aperto
Ora l’attende Alex Michelsen, giovane statunitense in grande ascesa, che lo ha già battuto all’Australian Open di quest’anno. Ma Khachanov è un giocatore diverso rispetto a gennaio: più sicuro, più solido, più consapevole. E su un campo che sente “amico”, ha tutte le carte in regola per prendersi la rivincita.
Toronto, terra fertile per il russo
Dopo Parigi, Toronto è il Masters 1000 che più si adatta al suo gioco. Lo ha detto chiaramente lui stesso: qui tutto gli sembra funzionare. Il feeling con il cemento canadese, la fiducia nei suoi schemi e l’esperienza maturata nel circuito lo rendono un outsider da temere. Se continua su questa strada, la semifinale è più che un obiettivo: è un traguardo alla portata.