A volte il tennis è più di uno sport: è una seconda vita. Damir Dzumhur lo sa bene. Tre anni fa, dopo il Roland Garros 2022, una pancreatite acuta lo aveva portato a un passo dalla morte. Oggi, il bosniaco è pronto a tornare sul grande palcoscenico, affrontando Carlos Alcaraz al secondo turno dell’ATP Cincinnati 2025.
Numero 59 del ranking ATP e 33 anni compiuti, Dzumhur arriva da una vittoria sofferta contro Mattia Bellucci, conquistata con due tiebreak, e sogna di ripetere l’impresa sfiorata al Roland Garros, quando riuscì a strappare un set al fenomeno spagnolo.
Il percorso che lo ha riportato qui è stato tutto fuorché semplice. Nel 2022, dopo la sconfitta contro Fernando Verdasco nelle qualificazioni di Parigi, un dolore allo stomaco si trasformò in un ricovero d’urgenza e sei giorni in terapia intensiva. “Non so se sarei sopravvissuto senza la mia giovane età e la mia salute – ha raccontato –. In quei giorni il tennis era l’ultima cosa a cui pensavo”.
La spinta decisiva per tornare in campo è arrivata dal figlio Luka, nato pochi mesi prima della malattia. “Sapere di vivere per qualcuno cambia tutto”, ammette. Dopo mesi di riabilitazione e una perdita di 11 chili, Dzumhur è ripartito dal numero 243 del mondo. Oggi è vicino alla Top 50 e gioca con nuova energia.
Sul cemento di Cincinnati lo attende la seconda sfida stagionale contro Alcaraz. “Ha un arsenale infinito di soluzioni, ma proverò a ritrovare il gioco che mi ha permesso di metterlo in difficoltà a Parigi. La cosa più importante è che sono qui: tre anni fa rischiavo la vita, oggi faccio quello che amo”.