Una passeggiata di salute, o poco più. Jannik Sinner ha debuttato allo US Open 2025 prendendo letteralmente a pallate il numero 89 al mondo Vit Kopriva, al quale ha lasciato soltanto quattro game imponendosi con un 6-1, 6-1, 6-2 maturato in 1 h e 40 minuti. Il numero uno al mondo, campione in carica del torneo, ha dunque risposto per le rime al suo principale contendente al titolo, Carlos Alcaraz, il quale pure si era reso protagonista di un esordio ad ottimi livelli.
US Open, Sinner avanza in scioltezza: al secondo turno se la vedrà con Popyrin
Superato l’ostacolo di partenza, il classe 2001 altoatesino tornerà in campo nella giornata di giovedì per affrontare l’australiano Alexei Popyrin, in una sfida che si prospetta sicuramente più impegnativa rispetto a quella di ieri. Intanto, nella conferenza stampa successiva alla partita, ha affrontato diversi temi rilasciando dichiarazioni molto interessanti.
«Mi sento in ottima forma fisica, sono riuscito ad allenarmi bene negli ultimi due giorni e continuo a cercare di migliorare in tutti gli aspetti del mio gioco», ha esordito l’azzurro. «Cerco di essere più agile e veloce nei miei movimenti per colpire meglio la palla. Mi ci è voluto un po’ per abituarmi alle condizioni, ma so che tutto può cambiare rapidamente e qui è molto diverso giocare giorno e notte, per esempio», ha aggiunto.
Poi si è soffermato sugli aspetti su cui sta lavorando: «Io sono uno che va sempre in cerca del miglioramento. Se c’è la possibilità di provare delle cose in partita lo faccio, nel momento giusto. Chiaramente, non è facile perché ci confrontiamo con rivali che sanno giocare bene a tennis e Kopriva sta avendo la sua miglior stagione».
Quanto invece alla rivalità con Alcaraz, inevitabile la domanda con riferimento all’epica sfida a New York nel 2022 (si giocavano i quarti di finale e vinse il murciano al quinto set). «La sensazione che ho avuto quel giorno è stata che ci stavamo conoscendo e che avremmo avuto molti altri incontri in futuro. Era come un’altra partita prima di scendere in campo, entrambi abbiamo cercato di dare il meglio di noi stessi, ma ora le nostre partite sono diventate delle vere e proprie battaglie che richiedono tempo di preparazione fisica, mentale e tattica. Apportiamo modifiche in base a ciò che l’altro propone. Ma sì, quella partita è stata decisiva per la nostra rivalità, anche se eravamo molto giovani», ha sottolineato il tirolese.
Sulla ‘complicata’ vita del tennista e sulla routine di quando si giocano i tornei del Grande Slam: «Siamo davvero privilegiati, non credo che la nostra vita sia difficile perché amo giocare a tennis e viaggiare, quindi mi considero fortunato. Dobbiamo offrire una buona immagine perché siamo un punto di riferimento per molti bambini. Ricordo che guardavo molte partite in TV. È chiaro che in tutti i lavori ci sono cose positive e negative, e lo stesso accade qui, ma niente che renda la vita difficile. Durante gli anni della mia carriera ho imparato a gestire meglio il tempo tra le partite del Grande Slam. Prima mi allenavo per due ore nei miei giorni liberi, ora do la priorità al riposo e al recupero delle energie. Stiamo tutti apportando modifiche in termini di dove fai fisioterapia, quando vieni al club, ecc. Sto ancora imparando a gestire questo genere di cose, non sono perfetto».
Guardando oltre, Jannik ha parlato con grande rispetto del suo prossimo avversario, ricordando che proprio a Flushing Meadows fu capace di battere Novak Djokovic. «Sarà una partita molto difficile. A lui piace giocare qui, l’anno scorso ha battuto Nole. Io devo stare attento, spero di servire bene e di rispondere altrettanto. Ci abbiamo lavorato tanto in questi giorni. Domani (oggi, ndr) torneremo ad allenarci e vedremo cosa riesco a fare».
Infine, anche una battuta sul chiacchierato nuovo taglio di capelli di Alcaraz. «Onestamente a lui sta bene qualsiasi taglio, che siano capelli lunghi o corti. Cambiare look anch’io? No, non lo faro perché non mi stanno bene i capelli corti, altrimenti per comodità si potrebbe anche pensare. Ognuno poi fa come vuole, a lui stanno bene».
