Fabio Fognini Wimbledon

17 Settembre 2025

Stefano Cagelli

Fognini a tutto campo, dal suo addio alla rivalità Sinner-Alcaraz: le sue parole

Fabio Fognini ha rappresentato per oltre un decennio il punto di riferimento del tennis italiano. Con le sue vittorie contro le più grandi leggende del circuito e il suo tennis spettacolare, ha spianato la strada alla generazione d’oro che oggi domina la scena. Dopo l’addio ufficiale arrivato a Wimbledon, con la sconfitta contro Carlos Alcaraz in un match emozionante, il ligure si gode ora la nuova vita da spettatore privilegiato e, di tanto in tanto, da commentatore.

In un’intervista al podcast Supernova, di Alessandro Cattelan, Fognini ha raccontato il dietro le quinte della sua decisione di ritirarsi e ha offerto un’analisi interessante della rivalità che infiamma il tennis maschile: quella tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

“Sinner è più quadrato, Alcaraz si diverte di più”

“Per avere 24 anni, Jannik ha una chiarezza incredibile su ciò che vuole. Sa di essere stato ‘colpito’ e sa che deve uscire dalla sua zona di comfort per battere Alcaraz la prossima volta”, spiega Fognini. “Noi italiani lo conosciamo meglio, lo sosteniamo e lo seguiamo. Ma in Italia funziona così: se vinci sei un fenomeno, se perdi, come è successo in finale, iniziano a dubitare di te.

Sinner e Alcaraz mi ricordano Federer e Nadal. Jannik è più ‘quadrato’, metodico. Io giocavo con Andreas Seppi e lo chiamavo ‘kraut’ perché era mezzo tedesco e molto preciso: Jannik è così. Carlos, invece, dà la sensazione di divertirsi davvero in campo. Ho visto il suo documentario: dice che dopo le partite va a Ibiza a divertirsi, e questo si vede anche nel suo gioco. Io ero più simile a lui”.

L’ultimo ballo a Wimbledon

Curiosamente, l’ultimo match della carriera di Fognini è stato proprio contro il murciano. Una sconfitta che per Fabio ha avuto il sapore di una vittoria:
“Penso di aver preso la decisione migliore. Se avessi battuto Alcaraz avrei dovuto affrontare il 700° del mondo due giorni dopo. Sarebbe stato difficile passare dalla vittoria sul numero 2 del ranking sul Centrale a un match di secondo turno su un campo periferico. Ho perso, ma sono uscito vincitore. Non ho ancora rivisto quella partita, ma un giorno lo farò: i tifosi l’hanno amata”.

La scelta di smettere

Il 2025 di Fognini era iniziato con un infortunio alla caviglia che avrebbe richiesto un lungo recupero e tanti tornei sul rosso per tornare in top-100, l’obiettivo minimo per continuare a competere ad alti livelli. “Non c’era occasione migliore per appendere la racchetta al chiodo che farlo contro un amico come Carlos, sul Centrale di Wimbledon”, confessa.

Ora, il futuro di Fognini potrebbe essere nel mondo dei media: il carisma e la spontaneità che hanno reso indimenticabile il suo tennis potrebbero presto trovare spazio anche davanti ai microfoni.