Cobolli in azione col dritto al torneo di Wimbledon

22 Settembre 2025

Stefano Minnucci

Cobolli, la stagione della svolta: il papà-coach racconta Flavio tra musica, emozioni e nuove sfide

La Laver Cup come punto di partenza e non come traguardo. È questo lo sguardo di Stefano Cobolli, papà e allenatore di Flavio, oggi numero 25 del ranking ATP. Da San Francisco, dove ha seguito il figlio nell’evento che mette a confronto Europa e Resto del Mondo, Stefano ha raccontato ad Adnkronos quanto sia stato speciale condividere lo spogliatoio con campioni e capitani che hanno scritto la storia del tennis. Un’esperienza unica, utile a prendere consapevolezza del livello raggiunto e da trasformare in motivazione per il futuro.

La stagione 2025, però, non era iniziata nel migliore dei modi: otto eliminazioni al primo turno avevano fatto temere il peggio. Poi la reazione. Prima il trionfo ad Amburgo, il primo titolo ATP in carriera, e poi una serie di vittorie pesanti che hanno segnato la crescita del romano. “È stato in quel momento che ho capito quanto fosse forte anche mentalmente”, ha ammesso il papà-coach.

In un percorso segnato da momenti difficili, anche la musica ha avuto un ruolo inatteso. Stefano ha iniziato a introdurre playlist negli allenamenti per stemperare tensioni e restituire serenità al figlio: dall’inno della Roma al rock anni ’70, fino a Cicirinella teneva teneva, brano popolare romano diventato rito scaramantico e colonna sonora delle loro giornate di lavoro.

Essere padre e allenatore allo stesso tempo non è semplice. Con Flavio, a differenza degli altri allievi, non sempre si può parlare apertamente: “A volte basta uno sguardo, altre volte serve un filtro, per questo nello staff c’è un collaboratore che in certe situazioni passa i messaggi al posto mio”. Il vantaggio, però, è evidente: conoscerlo in ogni sfumatura, sapendo distinguere quando spronarlo e quando invece lasciarlo tranquillo.

Il percorso di crescita è stato accelerato anche dal confronto con i coetanei più noti. “Avere davanti due ‘lepri’ come Sinner e Musetti è uno stimolo continuo”, ha sottolineato Stefano. Con Lorenzo c’è amicizia sin da bambini, con Jannik un rispetto quasi reverenziale: “Lo considera un extraterrestre del tennis”.

Ora l’obiettivo è capitalizzare il ranking conquistato. Essere testa di serie nei grandi tornei permetterà di programmare meglio la stagione, arrivando più fresco agli Slam e ai Masters 1000. Nel frattempo, lo staff si allargherà con un nuovo allenatore di supporto, per continuare il percorso verso la top 20 e, un passo alla volta, puntare ancora più in alto.