PECHINO – Lorenzo Musetti è arrivato al China Open 2025 con grande consapevolezza e la voglia di lasciarsi alle spalle la sconfitta in finale a Chengdu. Il carrarino, che nel torneo cinese ha affrontato e sconfitto al primo turno Giovanni Mpetshi Perricard, ha parlato al Corriere dello Sport dei suoi obiettivi stagionali, del sogno ATP Finals e del confronto con i leader del tennis mondiale, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
“Chengdu resta una settimana positiva”
Musetti è reduce da un’ottima settimana a Chengdu, dove ha raggiunto la finale prima di arrendersi ad Alejandro Tabilo. Una sconfitta che ha lasciato il segno, ma anche motivazioni:
“Mi sono lasciato andare e ho pianto, è servito a sfogarmi. Rimane una settimana positiva, anche se con un finale amaro. Quello che ho scritto sui social dopo la partita è quello che penso davvero: solo con il duro lavoro arrivano le vittorie. Ora tra Pechino e Shanghai ci sono punti pesanti in palio e voglio fare bene. Questa mattina mi sono allenato con Sonego, è un amico e ha provato a tirarmi su di morale”.
Quarti allo US Open o titolo ATP?
A Musetti è stato chiesto se avrebbe scambiato i quarti di finale allo US Open con un titolo:
“Sono due cose diverse. I quarti in uno Slam ti danno punti e prestigio, ma un titolo resta per sempre. Chiaramente tre anni dopo Napoli cercavo quella vittoria e speravo di alzare il trofeo. Ma ora fa già parte del passato: sono pronto ad andare avanti”.
La corsa alle ATP Finals
Lorenzo è in piena corsa per un posto alle Nitto ATP Finals di Torino:
“Ho superato de Minaur e sono salito al settimo posto, era uno degli obiettivi che mi ero posto. Sento un mix di entusiasmo e pressione, ma come dice Billie Jean King ‘la pressione è un privilegio’. Giocare a Torino sarebbe speciale, un sogno che coltivo da bambino. Il pubblico si meriterebbe di avere due italiani in campo: Jannik è già qualificato, ora ci provo io”.
L’obiettivo numero 1
Il carrarino ha poi parlato della distanza che lo separa dai due dominatori del circuito:
“In questo momento Jannik e Carlos sono i leader del nostro sport, i più difficili da battere. Affrontarli più volte quest’anno mi ha aiutato a capire quanto manca per arrivare al loro livello. Voglio continuare a crescere, mantenendo la continuità che ho trovato da Montecarlo in poi”.
Coppa Davis nel mirino
Infine, un pensiero alla maglia azzurra:
“Giocare la Davis in casa è speciale. Non sono mai stato protagonista nelle due edizioni vinte e questa volta voglio esserci. È un obiettivo importante per me”.