Il ritiro dal circuito professionistico non è sempre sinonimo di abbandono dello sport: per molti campioni il giorno in cui appendono la racchetta al chiodo apre una nuova stagione fatta di curiosità, competizioni diverse e sfide personali.
Rafael Nadal: dal Roland Garros ai fairway
Rafael Nadal è uno dei casi più discussi negli ultimi anni: la sua carriera tennistica, costellata di vittorie e di battaglie sulla terra rossa, è terminata formalmente alla fine del 2024, ma quella che per il grande pubblico poteva sembrare una semplice passione è invece diventata un vero percorso post-carriera. Nadal, che durante gli anni da professionista aveva già coltivato l’hobby del golf, ha progressivamente trasformato l’interesse in una pratica più strutturata, partecipando a tornei amatoriali di rilievo e risultando competitivo a livello scratch in competizioni regionali. L’immagine che resta è quella di un atleta che, avendo dato tutto al proprio sport principale, cerca ora nella disciplina del golf una nuova misura della sfida personale, non più scandita da tour e classifica ATP ma da buche, handicap e obiettivi nuovi.
Andy Murray: la competizione non si estingue, si trasferisce
Andy Murray, dopo aver concluso la sua carriera sul palcoscenico delle Olimpiadi di Parigi 2024, ha raccontato pubblicamente di aver trovato nel golf un terreno in cui coltivare nuovamente la competitività che lo aveva spinto a diventare uno dei migliori della sua generazione. Per Murray il golf non è un passatempo passivo: i reportage e le interviste successive al ritiro descrivono un ex campione che ha abbassato l’handicap in modo significativo, che frequenta club prestigiosi e che si iscrive a pro-am ed eventi sociali legati al mondo del golf. Anche per lui, come per altri atleti, il passaggio a un altro sport rappresenta una modalità per trasferire disciplina, routine di allenamento e quella tensione agonistica in un contesto nuovo, ma altrettanto esigente.
Richard Gasquet: la libertà di provare sport differenti
Il francese Richard Gasquet, storica presenza del circuito ATP, ha scelto di chiudere la carriera a un’età avanzata per il tennis e di dichiarare pubblicamente l’intenzione di dedicarsi ad altri sport semplicemente per il piacere di farlo. Tra le attività che ha citato vi sono il calcio, il padel e il golf: scelte che non mostrano una volontà di ricominciare una seconda carriera professionistica, quanto piuttosto quella di concedersi esperienze sportive che in carriera aveva sempre evitato per paura di infortuni o per la necessità di preservare la condizione fisica da tennista. La testimonianza di Gasquet evidenzia un aspetto psicologico importante del post-ritiro: l’opportunità di recuperare la leggerezza nelle attività fisiche, provando sport che prima erano tabù.
Ellsworth Vines: esempio storico di conversione professionale
Non tutti i casi sono recenti: la storia dello sport offre esempi antichi e sorprendenti di atleti che hanno riscattato una seconda carriera in discipline diverse. Ellsworth Vines, protagonista nel tennis degli anni Trenta e riconosciuto come numero uno del mondo in quel periodo, decise di ritirarsi dall’agonismo tennistico per dedicarsi al golf, ciò lo portò a giocare come professionista sul PGA Tour con risultati di rilievo. La parabola di Vines è esemplare perché non si trattò di una semplice attività amatoriale: Vines si affermò come golfista professionista, conquistando tornei e piazzamenti importanti negli Stati Uniti. La sua storia dimostra che il salto tra sport, sebbene raro, non sia impossibile quando competenze fisiche, metodo di allenamento e attitudine mentale sono trasferibili.
Jean-Louis Guépy: da tennista a golfista professionista
Un profilo meno noto al grande pubblico, ma ugualmente significativo, è quello di Jean-Louis Guépy. Ex promessa del tennis, Guépy ha abbandonato la racchetta all’età di vent’anni e, senza un passato formale nel golf, ha intrapreso la strada per diventare professionista nel nuovo sport. Nel giro di pochi anni entrò nei circuiti professionistici come il Challenge Tour e il PGA Tour of Australasia, affrontando campioni affermati e ottenendo piazzamenti importanti, incluso uno scontro in finale contro big del golf. Il caso di Guépy illustra come la disciplina, l’apprendimento accelerato di tecniche nuove e la mentalità da competitore possano consentire a un atleta di eccellere anche in uno sport del tutto diverso rispetto a quello originario.
Tim Henman e la dimensione amatoriale-agonistica del dopo carriera
Tim Henman rappresenta un modello diverso: la sua uscita di scena non ha significato un distacco dallo sport, ma una riconversione verso attività più sostenibili e sociali, su tutte il golf. Henman ha partecipato a eventi amatoriali e pro-am, coltivando la passione e mantenendo una dimensione competitiva meno frenetica e più conviviale rispetto al tour. La sua esperienza riflette l’itinerario seguito da molti ex atleti che vogliono preservare il senso di appartenenza al mondo sportivo senza il carico di viaggi, pressioni e routine da professionista. L’attività in circoli esclusivi e in manifestazioni benefiche o di cornice diventa così una forma di continuità, non di ritorno alla ribalta.
Che cosa spinge un tennista a cambiare sport?
Il filo rosso che collega questi casi non è solamente la noia o il desiderio di fama: emergono motivazioni concrete e ricorrenti. La prima è la necessità di continuare a praticare attività fisica e di sentirsi sfidati; tra atleti abituati a standard elevati, il tempo libero rischia di diventare sterile senza un obiettivo. La seconda è il desiderio di recuperare piacere e spontaneità: praticare calcio, padel o golf dopo anni di protezione del corpo e di prevenzione degli infortuni significa spesso tornare a giocare per il puro divertimento. La terza è la trasferibilità di competenze: gestione della pressione, preparazione atletica, routine di allenamento e disciplina mentale si prestano a essere impiegate nuovamente in altri contesti agonistici o amatoriali. Infine, per alcuni la scelta è dettata dall’immagine pubblica: restare in attività sportive popolari e visibili mantiene la connessione con fan, sponsor e reti professionali.