2 Ottobre 2025

Stefano Cagelli

Gael Monfils, l’ultima magia dell’illusionista del tennis. Nessun rimpianto, solo applausi

Ci sono giocatori che vincono, altri che incantano. Gael Monfils appartiene a entrambe le categorie, ma soprattutto alla seconda. Per quasi vent’anni ha attraversato il circuito Atp come un illusionista del tennis: capace di esaltare il pubblico con colpi impossibili, di trasformare ogni partita in uno spettacolo, di fare del campo un palcoscenico. Ora, all’alba dei 39 anni, ha annunciato che il 2026 sarà la sua ultima stagione da professionista.

Dalla lingua lunga ai voli sopra la rete

Monfils era ancora un ragazzo quando, nel 2007, dopo una vittoria all’Australian Open, Jim Courier lo definì “un attore”. La risposta, secca e ironica, fu un marchio di fabbrica: “Allora trovami un lavoro con Denzel Washington”. Quella battuta conteneva già tutto il suo manifesto: coraggio, leggerezza, spettacolo. Perché Monfils non è mai stato soltanto un giocatore, ma un artista del tennis.

Tra giganti e “cyborg”

Il destino gli ha riservato l’era più dura, quella dei Federer, Nadal, Djokovic e Murray. Contro questi giganti ha conosciuto più sconfitte che vittorie, ma anche le cadute, nelle sue parole, avevano il sapore dell’epico: “Era già un onore perdere con loro, figurarsi riuscire a batterli ogni tanto”. Djokovic è rimasto il suo muro invalicabile (20 match, zero vittorie), ma con Federer e Nadal i lampi non sono mancati. E persino da trentenni ormai affermati come Medvedev o Alcaraz, Monfils ha saputo togliersi soddisfazioni memorabili.

Il paradosso del talento

Troppo dotato per non vincere di più, troppo fragile per tenere il passo costante dei grandi. Questa è stata la croce e la delizia di Monfils. Gli infortuni gli hanno spesso tolto treni importanti, ma quando riusciva a salire in corsa sapeva decollare, trasformando partite qualunque in piccoli capolavori. La semifinale dello Us Open 2016, il trionfo ad Auckland nel 2024 – diventando il più anziano vincitore di un torneo Atp – o le imprese isolate contro i numeri uno del mondo restano pagine scolpite nel suo album.

Nessun rimpianto, solo applausi

Nella sua lettera d’addio, Monfils ha voluto chiarire un punto: non c’è spazio per i rimpianti. “La vita è troppo breve per averne, io non ne ho. E sono troppo vecchio per iniziare ad averne adesso”. Parole che raccontano la sua leggerezza, quella stessa che lo ha reso amato dal pubblico, rispettato dagli avversari, unico nel panorama del tennis moderno.

L’ultima danza

Il 2026 sarà il suo giro d’onore, il suo ultimo spettacolo. Non promette trofei, non insegue record impossibili. L’obiettivo è più semplice, e allo stesso tempo più profondo: “Godermi ogni minuto, giocare ogni partita come fosse l’ultima”.

E allora che lo Showman salga ancora una volta sul palcoscenico, con il sorriso sulle labbra e il corpo pronto a sfidare la gravità. Gael Monfils non ha bisogno di addii solenni: gli basterà un applauso lungo, sincero, per accompagnare la sua ultima magia.