Novak Djokovic torna protagonista al Masters 1000 di Shanghai 2025, torneo che rappresenta una tappa speciale nella sua carriera. A 38 anni, il campione serbo (che oggi venerdì 3 ottobre debutta contro Marin Cilic) continua a sorprendere per la passione e l’impegno che mette in campo, ribadendo di non avere nulla da dimostrare ma ancora tanta voglia di competere ai massimi livelli.
Un legame speciale con Shanghai
Djokovic ha spiegato in conferenza stampa i motivi che lo hanno spinto a partecipare al torneo cinese:
«Questo evento è sempre stato importante per me, il pubblico cinese mi fa sentire a casa. L’energia che ricevo qui è unica, e forse la trovo solo in Serbia. È la ragione principale per cui ho deciso di tornare a giocare a Shanghai».
Famiglia e motivazioni
Il fuoriclasse serbo ha parlato anche dell’importanza della sua famiglia:
«Mio figlio gioca molto a tennis ed è appassionatissimo, avrebbe voluto venire con me in Cina ma ha i suoi impegni scolastici. Mia moglie e i miei figli sono i miei tifosi più grandi: quando sono giù di morale mi ricordano chi sono e cosa ho conquistato. Il loro sostegno è fondamentale».
La stagione e la sfida con Sinner
Nonostante le sconfitte contro le nuove stelle come Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, Djokovic mantiene altissime ambizioni:
«Sto lavorando al massimo perché voglio continuare a competere con loro nei tornei dello Slam. Nei match al meglio dei cinque set non arrivo fresco come loro, ed è un fatto che devo accettare. Nei Masters 1000, però, penso di avere più chance di vincere. Arrivare in semifinale in tutti gli Slam di quest’anno dimostra la mia continuità, ma io voglio di più. Non mi abbatto, gioco anche per ricevere l’affetto del pubblico e far crescere il tennis nel mondo. Mi piacerebbe affrontare Sinner qui a Shanghai: significherebbe essere in semifinale».
Il tema calendario
Djokovic ha espresso opinioni nette sulla discussa riforma dei Masters 1000, estesi a due settimane:
«Non sono favorevole, non credo sia positivo per i giocatori. Molti parlano delle troppe obbligazioni, ma poi partecipano a tante esibizioni per guadagnare. È un po’ contraddittorio. In realtà il problema è che i tennisti non sono abbastanza uniti: ci lamentiamo, ma non facciamo lo sforzo necessario per cambiare le cose. Servirebbe che i migliori del mondo si impegnassero davvero, non solo con le parole».
Djokovic, ancora fame di tennis
Le dichiarazioni del serbo confermano che, pur dopo una carriera leggendaria, Djokovic non ha alcuna intenzione di fermarsi. La sua voglia di misurarsi con i giovani campioni e di continuare a scrivere pagine di storia del tennis è intatta. Tutti gli occhi, ora, sono puntati su Shanghai, dove i tifosi sperano in un nuovo capitolo della rivalità con Jannik Sinner.