Amanda Anisimova

6 Ottobre 2025

Valeria Lorenzi

Amanda Anisimova è tornata, e questa volta per restare

Amanda Anisimova, la nuova regina di Pechino. La statunitense ha conquistato il WTA 1000 di Pechino, superando in finale la ceca Linda Noskova e confermando il suo straordinario stato di forma. Con questa vittoria, Anisimova consolida il suo posto nella top 4 del ranking mondiale e guarda con fiducia verso il finale di stagione, con le WTA Finals di Riad ormai nel mirino.

Un titolo meritato e una stagione da incorniciare

Il successo nella capitale cinese è arrivato al termine di una finale combattuta, in cui Anisimova ha mostrato la sua versione migliore: un primo set impeccabile, un secondo set sofferto e un terzo gestito con grande lucidità.
Per la numero 4 del mondo si tratta del quinto atto finale della stagione: due nei tornei del Grande Slam (Wimbledon e US Open), due nei WTA 1000 (Doha e Pechino, entrambi vinti) e una finale nel WTA 500 di Queen’s.

Sono felicissima – ha dichiarato dopo il match –. Ho vissuto due settimane incredibili qui. Questo posto mi porta sempre grandi ricordi, e non vedo l’ora di tornare il prossimo anno.”

Tra denti del giudizio e resilienza: la curiosa confessione

Con il sorriso che la contraddistingue, Anisimova ha raccontato un aneddoto curioso legato alla sua settimana in Cina:
“Non mi aspettavo di vincere un torneo dopo avermi tolto i denti del giudizio! – ha detto ridendo –. Ma credo di aver imparato molto su me stessa. Ho trovato nuovi modi per affrontare le difficoltà e superare i momenti in cui penso di non farcela. Questa vittoria è davvero speciale per me.”

Due titoli WTA 1000, due percorsi diversi

Il trionfo di Pechino segue quello di Doha, ma per Amanda le due vittorie hanno un sapore diverso:
“A Doha ero solo con il mio coach, senza tutto il mio team, e per questo fu una vittoria inaspettata. Qui invece ho potuto condividere il successo con tutte le persone che mi seguono. Dopo un anno così positivo, sono arrivata con grande fiducia. Ogni torneo ha una storia a sé.”

La forza della mente e la gestione del dolore

Oltre alla qualità del gioco, Anisimova ha dimostrato grande maturità mentale.
“La mente può giocarti brutti scherzi – ha spiegato –. Ci sono momenti in cui ti senti giù o hai dolori che ti fanno pensare di non potercela fare. Ma tutto fa parte del processo di crescita. Per un’atleta, la mentalità è tutto: imparare, migliorarsi, accettare che non tutti i giorni saranno perfetti.”

Nonostante alcuni problemi fisici – un fastidio al piede e al polpaccio durante la terza partita del torneo – la statunitense non ha mai pensato al ritiro:
“Mi faceva male camminare, ma non era nulla di grave. Per fortuna non c’è niente che mi impedisca di continuare a giocare fino alla fine della stagione.”

Dalle critiche al riconoscimento

Anisimova ha anche commentato con maturità le parole di Noskova, che prima della finale l’aveva definita “una delle giocatrici più difficili da affrontare del circuito”:
“Oggi prendo quei commenti come un complimento. Significa che sto esprimendo tutto il mio potenziale. Qualche anno fa non mi sentivo così. Ora lavoro duro ogni giorno e sono felice che questo si veda anche dall’esterno.”

Verso Wuhan e oltre

Un anno da incorniciare per Amanda Anisimova, iniziato al numero 36 del ranking e destinato a concludersi tra le prime quattro del mondo.
La prossima tappa sarà Wuhan, dove la statunitense proverà a mantenere viva la sua corsa verso le Finals e a confermare, ancora una volta, che è tornata per restare.