Marco Panichi, ex preparatore atletico di Novak Djokovic e Jannik Sinner, ha intrapreso una nuova avventura professionale al fianco di Holger Rune. Il giovane danese, attuale numero 11 del mondo, sta mostrando segnali di crescita nel Masters 1000 di Shanghai 2025, dove ha raggiunto i quarti di finale e affronterà Valentin Vacherot con i favori del pronostico.
Rune è ancora alla ricerca della continuità che gli permetterebbe di rientrare stabilmente nella Top 10 e strappare un posto alle ATP Finals di Torino 2025. Per farlo, dovrà però raccogliere punti preziosi nella prossima tournée indoor europea. Nel frattempo, Panichi ha raccontato al Corriere dello Sport le prime settimane di lavoro con il danese e ha condiviso alcune riflessioni interessanti su Djokovic e sulle condizioni ambientali del torneo cinese.
“Rune è un ragazzo fantastico, ma serve pazienza”
“Holger è una persona meravigliosa, molto disponibile ad ascoltare e a condividere”, ha spiegato Panichi. “Ci stiamo ancora conoscendo e abbiamo impostato i primi protocolli di lavoro. Sarà un percorso a medio-lungo termine, basato sulla costanza. Ha sempre avuto un talento naturale: ricordo che, da giovanissimo, riuscì a vincere un set contro Djokovic a New York, in uno dei suoi primi Slam. Ma arrivare così presto a certi livelli può anche avere un impatto psicologico quando le cose non vanno come si vorrebbe. Ora stiamo lavorando proprio sull’accettazione di questo: non sempre si può vincere, e a volte bisogna semplicemente lavorare più duro”.
L’adattamento alle condizioni di Shanghai
Panichi ha poi parlato delle difficoltà legate al clima estremo del Masters 1000 cinese: “L’acclimatazione è fondamentale. Nei primi quattro giorni abbiamo aumentato gradualmente l’intensità: non si può partire subito a tutta con questo sole e questa umidità. È essenziale curare ogni dettaglio — idratazione, alimentazione, recupero. I giorni di pausa servono a perfezionare la macchina umana”.
“Djokovic resta un esempio irripetibile”
Inevitabile, infine, un pensiero per Novak Djokovic, con cui Panichi ha condiviso anni di successi. “Sarà difficile replicare ciò che fa Novak quando gli altri tennisti avranno la sua età. Forse qualcuno potrà competere con lui nei tornei al meglio dei tre set, ma mantenere quel livello di energia e motivazione, con il passare degli anni, è un’impresa unica. Eppure, da Djokovic ci si può sempre aspettare l’impossibile”.