12 Ottobre 2025

Stefano Cagelli

Rinderknech contro Vacherot: la preview della “finale particolare” di Shanghai

Da sconosciuti a protagonisti di un sogno impossibile. Al Rolex Shanghai Masters, penultimo Masters 1000 della stagione, la finale avrà un sapore unico: saranno infatti i cugini Arthur Rinderknech e Valentin Vacherot a contendersi il titolo, in un epilogo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

Una storia di famiglia e di tennis

Arthur e Valentin sono più che semplici colleghi di circuito: sono famiglia. Cresciuti insieme tra Francia e Monaco, hanno condiviso mille ore sui campi da tennis, prima da junior e poi da compagni di squadra al college di Texas A&M University.
Ma neppure nei loro sogni più audaci avrebbero immaginato di trovarsi uno di fronte all’altro in una finale Masters 1000.

“È un sogno… un sogno impensabile”, ha detto Rinderknech. “Nemmeno nel sogno più grande avremmo potuto pensarlo. Non so come sia successo, ma dev’essere il segno che abbiamo fatto qualcosa di buono nella vita per meritare questo momento incredibile”.

Due percorsi diversi, un traguardo comune

Rinderknech, 30 anni, originario di Gassin (vicino Saint-Tropez), aveva già assaporato l’élite ATP: nel 2022 era arrivato fino alla posizione n.42 del ranking, raggiungendo una finale ad Adelaide. Quest’anno ha raccolto vittorie importanti, tra cui quelle contro Alexander Zverev, battuto sia a Wimbledon che a Shanghai. Grazie al suo gioco aggressivo e al servizio potente, è diventato il nono francese nella storia a raggiungere una finale Masters 1000.

Dall’altra parte della rete, però, ci sarà una delle più belle sorprese della stagione: Valentin Vacherot, monegasco, 26 anni, che fino a poche settimane fa vantava una sola vittoria in carriera nel circuito maggiore. Entrato nel tabellone principale dopo aver rischiato l’eliminazione nelle qualificazioni contro Liam Draxl, ha poi costruito un percorso da favola: ha battuto, uno dopo l’altro, Bublik, Machac, Griekspoor, Rune e soprattutto Novak Djokovic, quattro volte campione a Shanghai.

“È una fiaba, un’impresa storica”, ha commentato il suo allenatore (e fratellastro) Benjamin Balleret. “Valentin è il primo giocatore monegasco nella Top 100 e ad arrivare in una finale ATP. È semplicemente incredibile”.

Dalle lacrime alla storia

Dopo il clamoroso successo su Djokovic, Vacherot ha raccontato di aver faticato a trattenere le lacrime nel vedere i messaggi arrivati da amici e familiari a Monaco.
Ma non ha avuto molto tempo per emozionarsi: poche ore dopo, era davanti allo schermo per tifare il cugino Arthur, impegnato nella semifinale contro Daniil Medvedev.
Quando anche Rinderknech ha completato l’impresa, i due si sono abbracciati a bordo campo, consapevoli di vivere qualcosa di irripetibile.

“Il cuore mi batteva più forte che durante la mia partita”, ha confessato Valentin. “È stato un momento pazzesco”.

Una finale che nessuno avrebbe previsto

Nessun pronostico avrebbe mai immaginato una finale Rinderknech–Vacherot in un Masters 1000, ma i due cugini sembrano voler solo godersi il momento.

“Se siamo qui, ce lo meritiamo”, ha detto Vacherot. “Non voglio pensare troppo alla partita, voglio solo vivere questa emozione”.

L’unico precedente tra i due risale al 2018, in un torneo ITF in Francia, vinto da Rinderknech in due set. Ma questa volta, la posta in palio è molto più alta: un titolo Masters 1000, il primo per entrambi, e una pagina indelebile nella storia del tennis europeo.

“Domani ci saranno comunque due vincitori”, ha detto Rinderknech. “Abbiamo già vinto tutto quello che potevamo”.

Epilogo da sogno

Qualunque sarà il risultato, Shanghai 2025 entrerà negli annali come il torneo dove due cugini, partiti da percorsi diversi, hanno trasformato un sogno impossibile in realtà.
Un finale familiare, ma con il sapore della leggenda.