Lorenzo Musetti inizia nel migliore dei modi la sua avventura all’Erste Bank Open di Vienna, imponendosi con un convincente 6-4, 6-3 su Hamad Medjedović e conquistando il pass per il secondo turno del prestigioso ATP 500 austriaco.
Una vittoria importante, non solo per il punteggio, ma per la maturità con cui il carrarino ha gestito una vigilia tutt’altro che semplice: poche ore prima dell’esordio, infatti, Stefanos Tsitsipas, suo avversario designato, aveva annunciato il ritiro dal torneo, lasciando spazio al lucky-loser serbo.
Niente distrazioni per il carrarino
Non era scontato mantenere alta la concentrazione dopo un cambio d’avversario così improvviso, ma Musetti è stato bravo a restare fedele al piano di gioco e a imporsi con autorità. Il toscano ha brekkato Medjedović nel momento chiave del primo set, chiudendo 6-4 con servizio solido e rovescio fluido, poi ha preso definitivamente in mano il match nel secondo parziale, sfruttando al meglio la maggiore varietà di soluzioni e la tenuta mentale nei punti pesanti. “Preferisco non pensare ai punti o alla Race to Turin, ma concentrarmi partita per partita,” aveva dichiarato alla vigilia. E in campo si è visto: testa bassa, ordine tattico e fiducia crescente.
Un passo verso le Finals
Con questo successo, Musetti consolida la sua posizione nella corsa alle ATP Finals. Il torneo di Vienna rappresenta uno snodo cruciale per il finale di stagione, e la sensazione è che il 23enne italiano sia in piena fiducia dopo le buone settimane autunnali sul cemento indoor. Se riuscirà a mantenere il ritmo mostrato all’esordio potrà giocarsela fino in fondo.
Al di là del risultato, ciò che colpisce è la continuità mentale: Musetti non ha concesso spiragli né ha subito cali di concentrazione, segno di un percorso di maturazione ormai evidente. Certo, l’avversario non era certo così ostico, ma è stata una prova senza fronzoli e con la consapevolezza di chi sa che, a fine ottobre, ogni match pesa come oro.
Il prossimo turno sarà un test più impegnativo, ma l’impressione è che Lorenzo Musetti sia entrato a Vienna con la giusta fame e con l’obiettivo dichiarato di restarci fino in fondo.
