Zverev

24 Ottobre 2025

Valeria Lorenzi

Zverev e il Masters 1000 in Arabia: “Non sono un politico, se si gioca io vado”

Alexander Zverev, numero tre del ranking ATP, non si nasconde e parla senza filtri del possibile sbarco del circuito in Arabia Saudita. Dopo la vittoria su Matteo Arnaldi e l’accesso alla semifinale grazie al ritiro di Tallon Griekspoor al torneo Atp 500 di Vienna, il tedesco ha affrontato diversi temi in conferenza stampa: dalla sua stagione altalenante al futuro del calendario, fino alle questioni politiche legate al tennis nel Golfo.

Una stagione “non perfetta”, ma ancora positiva

“Non è stata la mia miglior stagione, ma non posso lamentarmi: ho già raggiunto 50 vittorie, quindi direi che è andata bene”, ha spiegato Zverev, soddisfatto per i progressi mostrati nelle ultime settimane. Dopo un 2024 di alti e bassi, il tedesco sembra aver ritrovato fiducia proprio nel finale d’anno. A Vienna affronterà ora l’olandese Tallon Griekspoor per un posto in semifinale.

Arabia Saudita e i cambiamenti nel calendario ATP

Il tedesco si è espresso anche sul dibattito riguardante un possibile decimo Masters 1000 in Arabia Saudita, tema che sta dividendo il mondo del tennis: “Se ci promettono che i fondi di un nuovo torneo serviranno a ricomprare settimane o eventi per accorciare la stagione, allora sarebbe fantastico per noi giocatori. Se invece si aggiunge solo un altro torneo senza cambiare nulla, avrebbe poco senso per chi gioca ai massimi livelli”, ha dichiarato Zverev.

L’obiettivo, secondo il numero tre del mondo, sarebbe quello di “ridurre la stagione di tre o quattro settimane, per poter avere una pre-season più lunga, magari di otto settimane invece delle solite quattro. Sarebbe un enorme vantaggio per tutti i top player”.

“Non sono un politico: se si gioca in Arabia, io ci vado”

Sul tema più delicato, quello politico, Zverev ha mantenuto una posizione pragmatica:
“Non sono un politico. Se c’è un Masters 1000 in Arabia Saudita, io ci gioco. Si gioca a Dubai e Doha da trent’anni e non credo che ci siano mai stati problemi. L’Arabia Saudita sta cambiando molto: ci sono stato quest’anno e mi è sembrato quasi un Paese nuovo. Stanno investendo tanto nello sport, e questo è positivo”.

Il tedesco conclude con un messaggio diretto all’ATP: “Spero che si usi quel denaro per restituire qualcosa ai giocatori. L’importante è che la crescita del tennis vada di pari passo con il benessere di chi lo rende possibile: i tennisti”.