Alex De Minaur

25 Ottobre 2025

Valeria Lorenzi

Alex De Minaur, il “Demon” che sfida ancora Sinner a Vienna

Oggi all’ATP 500 di Vienna va in scena una semifinale che promette scintille: Jannik Sinner contro Alex de Minaur, il tennista australiano che negli ultimi anni si è imposto come uno dei giocatori più costanti e rispettati del circuito. Un duello tra due stili opposti: la potenza chirurgica dell’altoatesino contro la rapidità fulminea e la resilienza del “Demon”. Le statistiche, però, sono impietose: gli undici precedenti giocati sono stati vinti tutti da Sinner.

Ma chi è davvero Alex de Minaur, il giocatore che rappresenta al meglio la nuova generazione del tennis australiano?


Le origini: un talento cosmopolita

Alex de Minaur nasce il 17 febbraio 1999 a Sydney, ma la sua è una storia di tennis e di mondo. Suo padre Aníbal, di origini uruguaiane, e sua madre Esther, spagnola, si conoscono in Australia, dove gestivano un ristorante. Quando Alex ha solo cinque anni, la famiglia si trasferisce ad Alicante, in Spagna, dove lui trascorre gran parte dell’infanzia e muove i primi passi nel tennis.

È lì che, con la racchetta in mano già a quattro anni, inizia ad allenarsi con costanza, sviluppando quella rapidità e leggerezza di piedi che oggi sono il suo marchio di fabbrica. De Minaur parla fluentemente inglese e spagnolo, e si definisce “mezzo australiano, mezzo spagnolo”: due identità che convivono anche nel suo modo di giocare — grinta aussie e eleganza iberica.


Dall’esempio di Hewitt ai primi trionfi

Cresciuto con il mito di Lleyton Hewitt, il giovane Alex ha sempre ammirato il suo spirito combattivo. Non a caso, Hewitt è diventato nel tempo una sorta di mentore, accompagnandolo spesso nei tornei più importanti. “Mi ha insegnato cosa significa non mollare mai”, ha raccontato più volte de Minaur.

Dopo un promettente percorso junior, il debutto da professionista arriva nel 2015, ma è nel 2018 che si impone all’attenzione del grande pubblico raggiungendo la finale a Sydney e la finale a Washington. L’anno successivo conquista il suo primo titolo ATP proprio a Sydney, davanti al pubblico di casa, e da allora non si è più fermato.


Il presente: top 10 e continuità

Nel luglio 2024 Alex de Minaur ha raggiunto la sesta posizione del ranking mondiale, il suo miglior risultato finora. È diventato così il primo australiano dai tempi di Hewitt a tornare stabilmente nella top 10.

Ha vinto 10 titoli ATP in singolare, la maggior parte su cemento, ma ha saputo imporsi anche sull’erba, superficie che esalta la sua rapidità e il suo gioco di contrattacco. Nel 2023 è arrivato in finale al Masters 1000 di Toronto, battendo avversari del calibro di Medvedev e Fritz prima di arrendersi a Jannik Sinner — il rivale che oggi ritrova a Vienna.

Il suo record in carriera supera ormai le 320 vittorie nel circuito maggiore, con un bilancio positivo contro molti top player. Anche in Coppa Davis, con la maglia australiana, è un punto fermo della squadra guidata proprio da Hewitt.


Stile di gioco: la velocità come arma

De Minaur è soprannominato “The Demon”, gioco di parole che unisce il suo cognome a una delle caratteristiche più temute del suo tennis: la velocità demoniaca. È forse uno dei giocatori più rapidi del circuito, capace di recuperi impossibili e di trasformare la difesa in attacco in pochi colpi.

Non è un bombardiere da fondo campo, ma un maestro di equilibrio e transizioni. I suoi punti di forza:

  • Mobilità e agilità eccezionali, che gli permettono di coprire il campo come pochi;

  • Lettura del gioco anticipata, che lo rende uno dei migliori ribattitori dell’ATP;

  • Tenuta mentale e spirito di sacrificio, qualità che gli hanno fatto guadagnare rispetto e ammirazione anche tra i colleghi.

È un giocatore che non vince con la potenza, ma con l’intelligenza tattica e la capacità di adattarsi a ogni ritmo. “Non sono il più alto né il più forte, ma posso essere il più veloce e il più tenace”, ha detto una volta.


Vita privata e curiosità

Nonostante la popolarità crescente, Alex de Minaur mantiene uno stile di vita discreto. È legato sentimentalmente alla tennista britannica Katie Boulter, numero uno del Regno Unito, con cui forma una delle coppie più amate del tennis.

Nel tempo libero ama la musica, i videogiochi e i momenti in famiglia. È noto per il suo fair play in campo e per la disponibilità con i tifosi. Nel 2021 è stato insignito del premio Newcombe Medal, riconoscimento che celebra i migliori tennisti australiani dell’anno.

Un aneddoto curioso: da bambino, i maestri lo chiamavano “il piccolo folletto” perché non stava mai fermo un secondo. Da lì, il soprannome “Demon” è diventato perfetto per lui.


L’attesa sfida con Sinner

La semifinale di oggi a Vienna segna un nuovo capitolo di una rivalità in crescita. Jannik Sinner e Alex de Minaur si sono già affrontati undici volte, e l’altoatesino ha spesso avuto la meglio — ma i match sono stati sempre combattuti, e l’australiano ha dimostrato di saper trovare le contromisure.

Per battere Sinner serviranno lucidità e coraggio: “Dovrò imporre il mio ritmo e restare aggressivo quando serve”, ha dichiarato alla vigilia del match.


Alex de Minaur è più di un corridore instancabile: è il simbolo di un tennis moderno fatto di cuore, intelligenza e resistenza. A 26 anni è ormai una certezza del circuito, e ogni volta che scende in campo ricorda a tutti che la velocità, se accompagnata dal coraggio, può ancora vincere contro la potenza.

Oggi, contro Sinner, il “Demon” cercherà di dimostrare che il suo posto tra i migliori del mondo non è frutto del caso — ma di talento, lavoro e una determinazione senza limiti.