Sinner

25 Ottobre 2025

Stefano Minnucci

Sinner, il re “sotto un tetto”. Venti vittorie consecutive indoor

Jannik Sinner continua a scrivere pagine di storia del tennis azzurro. Con la vittoria su Alex De Minaur nelle semifinali dell’Erste Bank Open di Vienna, l’altoatesino ha centrato la 20ª vittoria consecutiva in tornei indoor, confermandosi imbattuto “sotto un tetto” da quasi due anni.
Un dato impressionante, che lo colloca accanto ad alcuni grandi campioni del passato come Stefan Edberg, e che testimonia il dominio tecnico e mentale raggiunto dal numero 1 d’Italia.

L’inizio della striscia: da Malaga a Torino

Tutto è iniziato alla fine del 2023, quando Sinner ha trascinato l’Italia al trionfo in Coppa Davis a Malaga. Pochi giorni prima, però, l’azzurro aveva subito l’ultima sconfitta indoor: quella contro Novak Djokovic nella finale delle ATP Finals di Torino. Da allora, nessuno è più riuscito a batterlo tra le mura di un palazzetto. Nel 2024 la serie si è allungata con i successi a Rotterdam, Sofia, Anversa e nella stessa Davis Cup 2024, fino ad arrivare alla nuova campagna 2025 culminata con l’attuale percorso viennese.

Un dominio tecnico e mentale

Sinner sembra a suo agio come pochi sulle superfici rapide indoor. Il servizio sempre più incisivo, la capacità di anticipare e la solidità da fondo campo gli consentono di imporre un ritmo quasi inaccessibile agli avversari. Il tutto in ambienti chiusi, dove vento, sole e umidità non incidono, e il talento puro trova la massima espressione.

«Le condizioni indoor mi piacciono, posso giocare più aggressivo e prendere il controllo del punto fin dall’inizio», aveva detto Sinner a Rotterdam, dopo una delle tante vittorie lampo.

I numeri che fanno la storia

Con 20 successi consecutivi indoor, Sinner eguaglia la miglior striscia di Andy Murray (2016-2017) e si avvicina a Stefan Edberg (21 tra il 1986 e l’88). Più lontani, ma nel mirino, restano i giganti del passato: Roger Federer (33 vittorie indoor consecutive); Novak Djokovic (35); John McEnroe, dominatore assoluto degli anni ’80 con 47.

Cifre che appartengono a un’altra epoca, quando si giocava più spesso al chiuso, ma che oggi servono da parametro per misurare la grandezza dell’azzurro.