Jannik Sinner apre un nuovo capitolo di riflessione nel suo finale di stagione. Dopo le polemiche sulla rinuncia alla Coppa Davis, l’azzurro torna a parlare in conferenza stampa a Vienna anche del suo rapporto con Darren Cahill, il coach australiano che lo ha accompagnato nella scalata fino al numero 1 del mondo.
“Resterà? Non lo so. Vorrei poter rispondere, ma non ne abbiamo ancora parlato. Vorrei che restasse. Mi ha dato molto, non solo come allenatore ma anche a livello personale”, ha dichiarato Sinner in conferenza stampa, dopo aver centrato la finale dell’Atp 500 di Vienna.
Le sue parole lasciano aperti tutti gli scenari. Cahill, 60 anni, figura rispettatissima nel circuito e già allenatore di Andre Agassi e Lleyton Hewitt, potrebbe valutare di ridurre gli impegni o lasciare il tour dopo una stagione intensa. Sinner lo immagina, e prepara il piano B:
“Io e Simone Vagnozzi non abbiamo ancora discusso di chi potrebbe essere il prossimo allenatore. Ma certamente abbiamo bisogno di un secondo coach. Simone ha bisogno di qualche settimana libera per stare con la famiglia — e anche per me è importante avere un cambio”.
Dichiarazioni che mostrano un Sinner sempre più maturo, consapevole della complessità di una carriera ai vertici. Tra la gestione delle energie, le scelte tecniche e le relazioni di fiducia, il 2026 dell’altoatesino si apre con qualche punto interrogativo, ma anche con la solita lucidità.
E mentre in campo continua a vincere, fuori dal campo Sinner sembra già pensare al futuro, con la stessa meticolosità con cui prepara ogni match.