L’ATP si prepara a una svolta storica. Dal 2028 entrerà ufficialmente in calendario un nuovo torneo Masters 1000 in Arabia Saudita, un tassello che potrebbe cambiare in modo profondo la struttura della stagione tennistica. Il progetto, presentato dal presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi e battezzato “Vision 28”, mira a ottimizzare il calendario e rendere il circuito più sostenibile per i giocatori, accorciando la stagione e valorizzando i tornei di fascia alta.
Gaudenzi: “I giocatori sono imprenditori di sé stessi”
A margine della presentazione, Gaudenzi ha illustrato la filosofia che guida la riforma:
“Lavoriamo in un ambiente in cui i giocatori sono imprenditori di sé stessi e scelgono le loro schedule. Ce ne sono alcuni che, arrivando fino in fondo ai grandi eventi, ne giocano meno; altri invece hanno bisogno di più tornei perché eliminati ai primi turni.”
Il chairman ATP ha spiegato che l’obiettivo della Vision 28 è quello di costruire un sistema “a cascata”, in cui i top player concentrino la loro stagione sugli eventi principali:
“La filosofia su cui stiamo lavorando è quella di una revisione delle nostre regole, con l’obiettivo di creare un nuovo prodotto in cui i giocatori si trovino a competere in un sistema a cascata che, per un top player, inizi con gli Slam, i Masters e le Finals. Se non si ottengono i risultati desiderati, allora si può ‘scendere’ e partecipare ai 500.”
Gaudenzi ha anche riconosciuto le difficoltà di un calendario intenso:
“Se l’obiettivo è quello di giocare dalle 70 alle 85 partite all’anno, alcuni giocatori avranno naturalmente bisogno di disputare più tornei.”
Zverev: “Una stagione più corta sarebbe un’ottima idea”
Tra i primi a commentare il nuovo corso è stato Alexander Zverev, membro del Player Council ATP, che ha rivelato alcuni dettagli sui piani futuri dell’associazione:
“Gaudenzi ci ha promesso che, grazie ai ricavi generati dal decimo Masters, l’ATP potrà riacquistare alcuni tornei minori e accorciare la stagione. Se riuscissimo a ridurla di tre o quattro settimane e non giocare fino a fine novembre o inizio dicembre, sarebbe un’ottima cosa.”
Il tedesco ha poi espresso un giudizio positivo sull’Arabia Saudita, dove ha già giocato negli ultimi anni:
“Mi piace il Paese, mi sono trovato molto bene. È un luogo con grande entusiasmo per lo sport e un’atmosfera fantastica. Giochiamo da trent’anni anche a Doha e Dubai, non vedo perché non dovremmo farlo lì.”
Sulle polemiche legate al cosiddetto “sportswashing”, Zverev ha preferito evitare posizioni politiche:
“Non sono un politico. Posso solo dire che mi sono divertito e che il pubblico, uomini e donne, ha creato una bellissima atmosfera.”
Sinner: “Siamo liberi di scegliere dove giocare”
Anche Jannik Sinner, attuale numero 2 del mondo, ha accolto con interesse la notizia.
“È la prima volta che viene aggiunto un Masters 1000. Sarà un torneo molto importante, anche per come potrà influire sull’inizio della stagione”, ha dichiarato l’altoatesino, che in Arabia Saudita ha già partecipato due volte all’esibizione “Six Kings Slam”, conquistando premi milionari.
Sinner si è detto curioso di scoprire le opportunità che questo nuovo mercato potrà offrire:
“La popolazione è molto giovane, il mercato è enorme. Vedremo cosa potrà portare al nostro sport.”
Sul possibile impatto per i tornei di fascia inferiore come Vienna o Amburgo, Sinner ha ribadito la libertà dei giocatori:
“Siamo liberi di scegliere. Anche se alcuni tornei sono obbligatori, ogni giocatore può comunque dire di no. Io stesso l’anno scorso ho saltato alcuni eventi. Credo che questa libertà sarà essenziale per il futuro dei top player.”
Una nuova era per il tennis mondiale
Con il decimo Masters 1000 in arrivo e la prospettiva di una stagione più corta ma più concentrata sui grandi eventi, la Vision 28 di Andrea Gaudenzi potrebbe rappresentare un punto di svolta per il tennis moderno.
L’ingresso dell’Arabia Saudita tra i grandi palcoscenici del circuito segna anche un passaggio geopolitico e commerciale di rilievo, che porterà nuove opportunità ma anche inevitabili discussioni sul rapporto tra sport, etica e mercato.