Carlos Alcaraz esce di scena dal Masters 1000 francese, messo alla porta da un Cameron Norrie ordinato e concreto, che ottiene la meglio grazie a scelte semplici e pochi errori. Una sconfitta che fa rumore.
Alcaraz si è praticamente incartato da solo con una serie di errori gratuiti da mal di testa: ben 54 (quasi tutti concentrati tra il 2° e il 3° set), forse una quarantina netti se si contano solo quelli “puri”, comunque troppi. È il riflesso di un match in cui il numero uno del mondo non ha mai trovato ritmo, continuità, né quella brillantezza nelle sue variazioni. Ha cambiato più volte piano tattico, ma senza mai riuscire a governare lo scambio.
Dall’altra parte, Norrie non si è lasciato distrarre dal caos di Carlitos: tennis pulito, traiettorie mancine fastidiose sul rovescio dello spagnolo, prime palle costanti e una quantità industriale di palle profonde negli ultimi centimetri di campo. Nessuna magia, ma grande lucidità.
Il risultato è arrivato dopo oltre due ore e venti: 6-4, 3-6, 6-4. Un punteggio che fotografa un incontro a strappi, in cui Alcaraz ha provato ad accendersi con un paio di strappi spettacolari. L’unico vero lampo dello spagnolo è nel secondo set, quando per un attimo sembrava aver ritrovato la bussola. Un’illusione temporanea.
Il numero 31 del ranking ha così sfruttato la serata nera del campione di New York e ha fatto il suo, con pazienza e umiltà, senza cercare colpi eccessivi. Una vittoria pesante e inattesa, che spalanca un’autostrada nella parte alta del tabellone.
Le scosse arrivano anche sul gradino più alto del ranking ATP. E per il nostro Jannik Sinner, l’occasione diventa di quelle da afferrare con entrambe le mani. <<< leggi anche: Ecco come Sinner può tornare n.1 dopo la sorpresa di Alcaraz >>>
