Lorenzo Sonego Coppa Davis

7 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Rebus Volandri: Sonego merita la Davis, ma nessuno degli altri merita di essere lasciato a casa

Lorenzo Sonego è probabilmente il tennista azzurro più in forma del momento, tolto, ovviamente Jannik Sinner, che però in questo discorso non c’entra. Già, perché parliamo delle Finali di Coppa Davis, da cui il numero uno del mondo si è sfilato da tempo, scatenando una ridda di polemiche a tratti surreali, ma giustificando ampiamente la sua scelta.

Gli ultimi tornei dell’anno stanno mandando in crisi il capitano Filippo Volandri. Nelle convocazioni diramate dopo il no Jannik, Volandri ha fatto le sue scelte: Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Matteo Berrettini saranno i singolaristi, Simone Bolelli e Andrea Vavassori i due doppisti. La logica seguita è abbastanza chiara. Musetti e Cobolli sono rispettivamente il numero due e il numero tre azzurri, Berrettini è un uomo che se sta bene può battere chiunque, Bolelli e Vavassori costituiscono una delle coppie di doppio più forti al mondo e, in assenza di Sinner, il loro ruolo non può essere messo in discussione.

Tra gli altri, sono rimasti a casa – per il momento – Luciano Darderi (numero 26 del mondo), Matteo Arnaldi (la cui stagione ha vissuto più bassi che alti) e, soprattutto, Lorenzo Sonego. Come noto, però, le convocazioni possono essere ancora modificate, precisamente fino alle ore 11 italiane del giorno precedente l’inizio delle partite della Final 8, ovvero lunedì 17 novembre. E Sonego sta provando in tutti i modi a convincere Volandri.

Lorenzo Sonego, l’uomo Davis che sta mettendo in crisi Volandri

La verità che Lorenzo la convocazione la meriterebbe, per una serie di motivi. Il primo è quello che dicevamo all’inizio: è in gran forma. All’Atp 250 di Metz, dove è impegnato in questi giorni, ha raggiunto la prima semifinale in stagione, eliminando, tra gli altri, proprio Flavio Cobolli. La settimana prima, a Parigi, ha avuto la meglio su Lorenzo Musetti, prima di fermarsi contro Daniil Medvedev. Sta giocando molto bene e la superficie indoor – la stessa che ci sarà a Bologna – esalta il suo gioco, molto incentrato sull’ottimo servizio e sugli attacchi specialmente di dritto.

Sonego, poi, è uno degli uomini Davis per eccellenza, si esalta quando veste la maglia azzurra e in un contesto come quello di casa potrebbe diventare davvero un fattore. Il problema, se Volandri decidesse di puntare sul torinese, diventerebbe però quello di decidere chi lasciare a casa. Esclusi i doppisti, la scelta dovrebbe ricadere su uno dei tre singolaristi.

Musetti, Cobolli, Berrettini: difficile lasciare a casa uno di loro

C’è il tema Musetti. Il 23enne carrarino – impegnato in questi giorni ad Atene – è ancora in piena corsa per la qualificazione alle Atp Finals e sta giocando senza soluzione di continuità da settimane. Lo scenario che tutti ci auguriamo è che vinca in Grecia e voli a Torino per unirsi a Sinner e agli altri sei giocatori più forti del 2025. In questo caso siamo sicuri che avrà le energie per giocare un’altra settimana a Bologna? Quel che è certo è che un’eventuale rinuncia deve venire da parte sua, perché il numero 8 del mondo non si può escludere dalla lista. Dal punto di vista tecnico va sottolineato che, se Musetti è sicuramente uno dei primi tre o quattro interpreti al mondo sulla terra rossa, sul cemento indoor non è proprio perfettamente a suo agio.

Poi c’è Cobolli. Il tennista romano nel 2025 sembra aver fatto il definitivo salto di qualità, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista mentale. Numero 22 del mondo, è un mix di solidità e “cazzimma”, perfetto per la Davis. Certo, è giovane, crescerà ancora e le occasioni anche in futuro per lui non mancheranno. Sta di fatto che, oggi come oggi, rinunciare a uno come lui è difficile.

Infine Matteo Berrettini, per il quale vale un discorso un po’ a parte. Inutile dire che quella che abbiamo visto in questa stagione non è la miglior versione del 29enne ex numero 6 del mondo. Però nelle ultime settimane è cresciuto molto, ha ritrovato voglia, fiducia e tenuta. Se sta bene è quello più attrezzato per giocare a determinati livelli. E poi su di lui c’è anche un altro tema. Matteo è stato, prima di Sinner, il simbolo della rinascita del tennis italiano, è amato dal pubblico e rispettato dai compagni, un leader in campo e fuori. Rinunciare a Berrettini, quindi, potrebbe avere contraccolpi anche dal punto di vista emotivo per tutto il gruppo azzurro.

A Volandri l’ultima parola

Il quadro, insomma, è complicato. Da una parte potremmo dire “ad avercene di problemi come questo”, visto che parliamo di una nazionale che, pur dovendo fare a meno del numero uno del mondo, ha talmente tanta scelta da arrovellarsi su ragionamenti di questo tipo. Dall’altra non vorremmo essere nei panni di Volandri in questo momento, chiamato a fare il bene del gruppo, ma, inevitabilmente, anche a scontentare qualcuno.