Jannik Sinner continua a essere il volto simbolo delle ATP Finals di Torino. Due anni senza sconfitte sul cemento indoor: un dato che fotografa la superiorità del campione altoatesino in queste condizioni di gioco. Neppure un combattivo Alexander Zverev è riuscito a incrinare il suo dominio: il tedesco ha lottato, ma nei momenti chiave Sinner è stato implacabile, guidato da un servizio che gli ha tolto più di una volta le castagne dal fuoco. La vittoria gli garantisce il pass per le semifinali, da primo del girone.
Il match: “Deciso da uno o due punti”
In conferenza stampa, Jannik ha riconosciuto l’equilibrio del match, nonostante il punteggio relativamente netto:
“È stata una partita molto, molto tirata. Sascha ha avuto chance di break sia nel primo sia nel secondo set, ma in quei momenti ho servito davvero bene. Tatticamente ho cambiato un paio di cose e sono stato pronto nelle situazioni importanti. Anche se il risultato sembra comodo, si è deciso tutto su pochissimi punti”.
Uno sguardo lucido, quasi chirurgico, che conferma quanto il margine tra vittoria e sconfitta sia spesso sottile: “Nel primo set l’ho spuntata grazie a uno o due punti. Lo stesso nel secondo. Se girano dalla sua parte, forse staremmo parlando dello stesso punteggio ma con un vincitore diverso”.
Perché Sinner è così forte indoor
Da due stagioni nessuno è riuscito a batterlo sul cemento al coperto. Sinner ha provato a spiegare perché questa superficie lo esalta così tanto:
“Da piccolo non ho giocato molto indoor, ma sento che questo tipo di campo si adatta alla perfezione al mio tennis. In allenamento trovo subito ritmo, e quando l’avversario tira forte è più difficile cambiare velocità alla palla. Inoltre, senza vento e senza sole le sensazioni restano sempre uguali: questo mi permette di essere più costante nell’arco della partita”.
Parole che dipingono un giocatore che trova nell’assenza di variabili esterne un ambiente ideale per esprimere tutta la potenza e la precisione dei suoi colpi.
Il dominio su Zverev e De Minaur? “Mai dare nulla per scontato”
Negli ultimi tempi Sinner ha preso un notevole vantaggio negli scontri diretti con Zverev e domina addirittura 12-0 contro De Miñaur. Ma non c’è traccia di presunzione nelle sue parole:
“Devi essere sempre pronto. Quando ho perso più volte contro altri giocatori, ho iniziato a cambiare qualcosa, a provare soluzioni diverse. Alla fine capisci cosa funziona. È una continua ricerca. Anche oggi Sascha ha modificato alcune cose e io dovevo essere pronto. Senza un servizio così efficace, non so come sarebbe finita”.
La crescita al servizio e al resto: “Qui è fondamentale”
Oltre al servizio, Sinner ha sottolineato i progressi in risposta, cruciali contro avversari come Zverev e Shelton:
“Sono molto contento del mio rendimento in risposta. Contro giocatori che servono benissimo, ogni punto è una battaglia”.
Poi un passaggio più personale, tra memoria, vittorie e sconfitte:
“Mi ricordo tutto: sia i successi che le sconfitte. Dalle sconfitte impari di più, ti rendono più attento e consapevole. Ma ricordo bene anche i momenti felici, la gioia di giocare bene. L’importante è trovare il giusto equilibrio”.
Verso le semifinali
Torino si conferma un luogo speciale per Sinner. La semifinale lo attende, e l’entusiasmo è evidente:
“Sono molto felice ed emozionato di tornare in semifinale qui a Torino”.
Con questo spirito, il n°2 del mondo continua a trascinare un pubblico che ormai lo considera il padrone di casa, mentre il sogno di alzare il trofeo delle Finals diventa ogni giorno più concreto.