Vision 28 Atp Tour

14 Novembre 2025

Stefano Minnucci

Se l’Italia rischia di perdere le ATP Finals per colpa della politica

Le parole di Andrea Gaudenzi pesano come macigni

Il tennis italiano vive un momento d’oro, Torino convince, gli organizzatori funzionano. Eppure l’evento più prestigioso ospitato dall’Italia negli ultimi anni è improvvisamente diventato a rischio.

Non per questioni sportive, ma per una frattura politica che Andrea Gaudenzi ha riportato in primo piano, con parole che non si possono ignorare. In conferenza stampa, il presidente dell’ATP è stato diretto:

“Sì, l’Italia potrebbe perdere le Finals”.
“Le guerre di potere sono dannose”.
“Il Governo farebbe meglio a intervenire sulle infrastrutture”.

Non è un un atto d’accusa, ma un avvertimento diplomatico che arriva nel momento più delicato: le Finals 2026 sono garantite, ma tutto ciò che accade dopo è appeso a un filo.

Il vero problema è politico: il decreto sport è legge e la norma sulle Finals è ancora lì

Il Decreto Sport, approvato ad agosto, è ormai un dato di fatto. Le modifiche hanno eliminato la parte più invasiva, ma non hanno cancellato il nodo centrale, ovvero la possibilità di una commissione tecnica per le ATP Finals, con membri indicati dallo Stato tramite Sport e Salute.

Che questa commissione non sia obbligatoria, però, non rassicura la FITP. E il solo fatto che sia consentita preoccupa l’ATP. D’altra parte Gaudenzi l’ha spiegato con una frase esplicita:

“Noi abbiamo firmato un contratto con la Federazione italiana tennis e padel”.

Quindi non con Sport e Salute, non con un ente misto. Il tennis internazionale funziona su chiarezza e autonomia. E l’Italia, oggi, su questo punto non è affatto chiara.

Torino come modello e l’instabilità che arriva da Roma

Il paradosso dunque è evidente, Torino è applaudita, promossa, riconosciuta.

“Si respira tennis ovunque”,
ha detto Gaudenzi.

Mentre l’ATP avverte come le “guerre di potere” possano far saltare il torneo, visto che l’assetto normativo creato dal Decreto Sport continua a generare dubbi su chi deve decidere, su chi firma. E a livello internazionale, si sa, l’incertezza è il peggior nemico. E in un mondo dove Arabia Saudita, Emirati e Asia sono pronti a investire cifre enormi, ogni esitazione rischia di diventare un autogol.

La diplomazia piemontese 

Il lavoro di mediazione del governatore Cirio è prezioso, ma non può sopperire a un problema di sistema: in Italia, ogni grande evento rischia di diventare un terreno di scontro anziché un progetto comune. La FITP teme di perdere autonomia, il governo teme di perdere controllo sugli investimenti. L’ATP teme che l’Italia perda credibilità. Nel frattempo, il calendario delle Finals 2027–2030 è ancora senza sede definitiva.

Le parole di Gaudenzi, in conclusione, non vanno lette come una minaccia, ma come una diagnosi. Se l’Italia non si presenta come interlocutore stabile, con regole chiare e competenze definite, altri Paesi non esiteranno a proporsi.

Ora la politica può ancora recuperare, ma deve decidere in fretta se vuole essere garanzia o intralcio. Perché oggi l’Italia rischia di perdere il suo evento sportivo più internazionale non per una sconfitta, ma per una distrazione. E perdere le ATP Finals per motivi politici sarebbe un fallimento storico.