Sinner tra innovazione e identità

14 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Sinner si espone sulla Davis: “Vorrei che si giocasse ogni due anni”

Il numero uno azzurro, imbattuto alle ATP Finals, analizza la formula della competizione a squadre e sogna una Davis “vera”, con sfide in casa e in trasferta.

Jannik Sinner chiude da imbattuto la fase a gironi delle ATP Finals 2025 e si proietta verso una semifinale elettrica contro Alex de Minaur. Il campione in carica, impeccabile finora a Torino, non ha concesso nemmeno un set nel suo percorso e si presenta tra i favoriti assoluti alla vittoria finale. Il successo contro Ben Shelton ha confermato forma, solidità e fiducia del numero uno italiano, che ora vede a un passo il traguardo della seconda finale consecutiva.

Ma, come spesso accade, Sinner non si limita a parlare del campo. Nella conferenza stampa post-match, l’azzurro ha affrontato un tema particolarmente caldo: il futuro della Coppa Davis. E le sue parole non sono passate inosservate.


“La Davis dovrebbe giocarsi ogni due anni”

Interrogato sulla formula della storica competizione a squadre, Sinner non si è nascosto. Sulla scia delle dichiarazioni di Carlos Alcaraz, anche l’italiano ha appoggiato l’idea di una Davis biennale:

“La Davis è un tema molto interessante. Con il calendario attuale è difficile avere i migliori in campo ogni anno. Mi piacerebbe che si disputasse ogni due anni. Potresti mettere semifinali a inizio stagione e la finale a fine anno. E soprattutto sarebbe bello poter scegliere di giocare in casa, nel tuo stadio, vendendo biglietti come squadra ospitante”.

Sinner ha evidenziato anche ciò che, a suo avviso, si sta perdendo con la nuova formula:

“Non ho mai giocato la vera Davis: andare a giocare in Brasile o Argentina, con uno stadio che tifa al massimo per il proprio Paese. Questa è la vera essenza della competizione”.

L’altoatesino ha poi sottolineato come la scelta di sedi neutre per le Finals rischi di snaturare l’identità del torneo:

“Se l’anno prossimo ci fosse un Australia–USA a Bologna, certo ci sarebbe pubblico… ma non avresti quella sensazione di Davis. Ci sono dinamiche che non conosco, ma vorrei vedere una Davis ogni due anni, con grandi partite in grandi scenari: sarebbe un valore aggiunto”.


Verso la semifinale: “Non conta lo 0-12 contro De Minaur”

Nonostante il clamoroso 12-0 nei confronti diretti contro Alex de Minaur, Sinner rifiuta qualsiasi idea di vantaggio psicologico:

“Non ha importanza. Ciò che è accaduto appartiene al passato. Lui è stato vicino a battermi in un paio di occasioni, e ogni giorno nel tennis può cambiare tutto”.

Il numero uno azzurro non vede l’ora di tornare in campo:

“Sarà un match complicato, duro, molto fisico. Ma sono motivato e felice di essere in semifinale. Spero di mostrare la mia miglior versione davanti a questo pubblico”.


“Dalle semifinali non cambia la mentalità”

Infine, Sinner ha parlato del passaggio dalla fase a gironi alla zona calda del torneo:

“Non cambia molto, ogni partita qui conta tantissimo. Anche nei gironi ti giochi punti preziosi per il ranking del prossimo anno. Certo, le semifinali sono uno scenario più grande, ma la mentalità resta la stessa”.