Felix Auger-Aliassime è uno dei grandi protagonisti delle ATP Finals 2025. Il canadese ha centrato per la prima volta in carriera le semifinali del torneo di Torino grazie a una prestazione maiuscola contro un Alexander Zverev apparso scarico, incapace di reggere l’impatto del servizio e dell’aggressività del giocatore di Québec. Con questo successo, FAA firma un doppio traguardo: semifinale raggiunta e ingresso — salvo combinazioni improbabili — tra i primi cinque del ranking mondiale, suo miglior piazzamento di sempre.
Un risultato figlio della rinascita vissuta da Aprile in poi, periodo nel quale Auger-Aliassime ha ritrovato fiducia, aggressività nei colpi e solidità mentale. In conferenza stampa, il canadese ha mostrato una maturità nuova, maturità affinata proprio nei momenti più difficili degli ultimi anni. E lo ha fatto con una riflessione che farà discutere il circuito.
“Non capisco chi non si diverte: siamo privilegiati”
Alla domanda sul tema — ricorrente a fine stagione — della stanchezza fisica e mentale, Felix ha risposto in modo sorprendente e diretto:
“Non so come gli altri non si divertano, sinceramente. Credo che molti abbiano completamente perso la prospettiva. Anche io sono stanco, certo, ma abbiamo la possibilità di viaggiare, vedere il mondo, fare quello che amiamo. Siamo persone fortunate, dei privilegiati. Ogni giorno mi sveglio e sono grato di essere qui. Se qualcuno vuole giocare meno tornei… può restare a casa. Nessuno obbliga nessuno”.
Una dichiarazione forte, quasi in controtendenza rispetto al malessere espresso da diversi colleghi nel corso dell’anno. E che racconta il nuovo punto di vista di un giocatore che ha dovuto attraversare periodi complicati per tornare competitivo ad altissimo livello.
Sulla vittoria con Zverev: “Non perfetto, ma abbastanza per vincere”
Riguardo alla partita contro il tedesco, Auger-Aliassime ha evidenziato l’importanza dell’atteggiamento offensivo:
“La chiave oggi è stata l’intenzione. Non è stato un tennis perfetto, ma sufficiente. Semifinale e numero 5 del mondo? Quando raggiungi qualcosa che non avevi mai ottenuto, non puoi che trarne sensazioni positive”.
Il canadese ha poi ammesso di aver vissuto un piccolo momento di tensione nel secondo set, legato non tanto alla portata della posta in palio, quanto alle occasioni mancate:
“Ci sono stati game molto lunghi che mi sono rimasti in testa, quello mi ha teso più della prospettiva di una semifinale”.
Indoor: il suo habitat naturale
Con 85 vittorie indoor dal 2020, Auger-Aliassime è il giocatore più vincente al coperto nell’ultimo quinquennio. Un dato che, secondo lui, ha spiegazioni chiare:
“Da giovane mi allenavo molto al chiuso, anche quando viaggiavo per giocare in Italia o in Francia. Il mio stile — servizio, aggressività, rischio — si adatta perfettamente all’indoor. È sempre stata la mia superficie preferita”.
La resilienza dopo la sconfitta di Parigi e la scelta di saltare Metz
Il canadese è arrivato a Torino più motivato che mai nonostante la sconfitta in finale a Parigi-Bercy. La decisione di rinunciare a giocare Metz, secondo Auger-Aliassime, è stata un atto di maturità:
“Con gli anni ho costruito resilienza e carattere. Ho avuto successi, ma anche momenti difficili. Ora prendo decisioni pensando a ciò che è giusto per me, senza confrontarmi con gli altri. Non sempre ti ripaga subito, ma nel lungo periodo sì. E oggi sono felice che la scelta sia stata quella corretta”.
Perdere da Sinner o Alcaraz è diverso?
Infine, un pensiero sui suoi rapporti di forza con i big del momento:
“Perdere da Sinner o Alcaraz fa male come perdere da chiunque. Ma passare tempo in campo con loro mi aiuta a capire cosa funziona. Se vuoi essere un vero rivale, devi iniziare a batterli più di una volta. Altrimenti non lo sarai mai”.
Un Auger-Aliassime nuovo: più maturo, più diretto e soprattutto più competitivo
A Torino, Auger-Aliassime sembra aver ritrovato pienamente se stesso. Più solido, più convinto e ora anche più consapevole dei propri mezzi. La semifinale è un traguardo storico, ma soprattutto un segnale: il canadese vuole tornare a essere un protagonista stabile del tennis mondiale. E, a giudicare dalle sue parole, non ha alcuna intenzione di dimenticare quanto sia fortunato a poterlo fare.