In un panorama tennistico italiano sempre più ricco di protagonisti, Simone Bolelli rappresenta una delle storie più longeve e affascinanti. Nato l’8 ottobre 1985 a Bologna, il giocatore emiliano è diventato negli anni un punto di riferimento assoluto nel doppio mondiale, oltre a essere stato un singolarista competitivo nei suoi anni migliori. La sua carriera, caratterizzata da talento, resilienza e rinascite, merita di essere raccontata nel dettaglio.
Oggi, insieme al compagno Andrea Vavassori, si gioca la qualificazione per la finale della Atp Finals 2025.
Gli inizi e il percorso in singolare
Bolelli si avvicina al tennis a soli 7 anni, mostrando sin da subito una predisposizione naturale. Cresce tennisticamente tra Emilia e Romagna, pratica anche calcio e nuoto da bambino, ma ben presto sceglie la racchetta come compagna di vita.
Il suo stile di gioco – dritto penetrante, buon servizio e rovescio a una mano elegante – lo porta a scalare rapidamente i ranking ATP. Nel 2009 tocca il best ranking in singolare, numero 36 del mondo, coronando un biennio molto positivo che lo aveva visto raggiungere la finale ATP di Monaco di Baviera nel 2008, la sua unica in carriera nel circuito maggiore.
Negli anni successivi continua a mantenersi competitivo, conquistando diversi Challenger e mostrando qualità importanti anche sul cemento, la superficie che più predilige. Pur senza titoli ATP in singolare, il suo rendimento resta dignitoso, ma sarà nel doppio che Bolelli troverà la propria dimensione definitiva.
La consacrazione nel doppio e l’exploit Slam
La svolta arriva grazie al doppio. Bolelli si reinventa specialista e forma con Fabio Fognini una delle coppie italiane più forti di sempre. Il punto più alto arriva nel 2015, quando i due trionfano agli Australian Open diventando la prima coppia tutta italiana dell’era Open a vincere un torneo del Grande Slam. Un’impresa storica, che li inserisce di diritto nella tradizione d’élite del tennis azzurro.
Negli anni più recenti, Bolelli vive una seconda giovinezza grazie alla partnership con Andrea Vavassori. I due raggiungono tre finali Slam: Australian Open 2024, Roland Garros 2024 e ancora Australian Open nel 2025. Una continuità ad altissimi livelli che porta Bolelli a spingersi fino alla sesta posizione del ranking mondiale di doppio nel gennaio 2025, suo best ranking assoluto.
Un altro capitolo fondamentale della sua carriera è la Coppa Davis: Bolelli è parte integrante della squadra che vince la Davis nel 2023 e nel 2024, contribuendo in modo determinante nei doppi decisivi e arricchendo ulteriormente un palmarès già prestigioso.
Ad oggi Bolelli ha conquistato 18 titoli ATP in doppio, risultando uno degli italiani più vincenti di sempre nella disciplina.
Numeri e guadagni
Tra montepremi in singolare e soprattutto in doppio, Bolelli ha superato i 6 milioni di dollari di prize money in carriera, cifra che varia leggermente a seconda delle fonti ma che testimonia una longevità rara nel tennis professionistico.
Vita privata e curiosità
Alto 183 centimetri per circa 83 chili, Bolelli è un atleta solido e completo, destro naturale con rovescio a una mano. È sposato dal 2009 con Ximena Fleitas, figura molto discreta e lontana dai riflettori. Ama il cinema — il suo film preferito è Il Gladiatore — e ascolta volentieri Queen e Michael Jackson. Tra i suoi idoli sportivi di gioventù figurano Stefan Edberg e Patrick Rafter.
Nonostante la sua grande popolarità, Bolelli ha sempre mantenuto un profilo riservato: un professionista vecchio stile, apprezzato per educazione, umiltà e spirito di squadra.
La storia di Simone Bolelli è quella di un tennista tenace, capace di reinventarsi e restare competitivo per oltre vent’anni ad altissimo livello. Dal singolare al doppio, dalle sfide Challenger ai trionfi Slam, dalle battaglie individuali alle notti di gloria in Coppa Davis: Bolelli è uno dei simboli più autentici del tennis italiano contemporaneo.