Jannik Sinner e Carlos Alcaraz

17 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Alcaraz e Sinner, la nuova era dei Greatest 2 è ufficialmente iniziata

Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui Carlos Alcaraz e Jannik Sinner hanno definitivamente raccolto l’eredità del Big 3, trasformando la nostalgia per Federer e Nadal in una rinnovata passione per il tennis. Quando molti appassionati ancora rimpiangevano il saluto del campione svizzero e dell’iconico maiorchino, lo spagnolo e l’italiano hanno acceso una rivalità capace di riempire di nuovo gli stadi e far vibrare milioni di tifosi.

Una stagione così, onestamente, in pochi l’avrebbero prevista a gennaio. E invece Alcaraz e Sinner ci hanno regalato alcune delle migliori partite dell’ultimo decennio – forse, per qualità complessiva, fra le migliori di sempre. La finalissima delle ATP Finals non è stata altro che la degna conclusione di una stagione sontuosa, in cui i due talenti hanno finalmente incrociato le racchette nei momenti che contano davvero.

Fino allo scorso maggio, non si erano mai affrontati né in un Masters 1000 né in un torneo dello Slam. Ora, invece, chiudono l’anno con due finali di Masters 1000 e ben tre finali Slam. Numeri che parlano da soli.


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Un duello che profuma di leggenda

La finale del Roland Garros rimarrà scolpita nella memoria collettiva: una battaglia epica, celebrata da stampa e appassionati come una delle sfide più straordinarie dell’era moderna. Proprio quel giorno, a Parigi, Alcaraz e Sinner hanno mostrato davvero al mondo che la loro rivalità sarebbe destinata a diventare leggendaria. E i mesi successivi non sono stati che la continuazione naturale di quanto visto sul Philippe Chatrier.

I numeri del ranking sembrano confermarlo: i due dominano il circuito con un margine quasi imbarazzante. Hanno più del doppio dei punti del numero 3 del mondo e quasi triplicano quelli dei giocatori tra la quinta e la nona posizione. Una superiorità tecnica e mentale che li pone in una dimensione a parte. Questa settimana, in cui hanno affrontato, tutti insieme, i migliori del circuito, è stata disarmante.

Basti pensare alle due semifinali: nella prima Sinner ha sconfitto per la tredicesima volta su tredici una delle migliori versioni di Alex De Minaur, numero 7 del mondo. Nella seconda Alcaraz, non certo uno specialista delle superfici indoor, ha quasi passeggiato contro il numero 5 del mondo Felix Auger-Aliassime, uno che su questi campi ha costruito quasi tutti i successi della sua carriera.

In un tennis che ancora porta addosso la ferita del ritiro di Federer e Nadal, Alcaraz e Sinner hanno saputo riaccendere la magia. La mancanza dei due giganti si sente, certo, ma il dolore è molto meno forte quando in campo ci sono Carlos e Jannik a riscrivere la storia, punto dopo punto.

Verso il 2026: cosa ci aspetta?

Difficile prevedere cosa riserverà il prossimo anno, ma se il 2026 somiglierà anche solo in parte al 2025, sarà un’altra stagione memorabile. Forse qualcuno potrà rimpiangere la mancanza di varietà nelle fasi finali dei grandi tornei, ma la domanda rimane aperta: ci sarà un terzo capace di inserirsi nella loro dittatura sportiva?

In attesa di scoprirlo, possiamo già dire che questo 2025 verrà ricordato come l’anno della definitiva consacrazione della rivalità Alcaraz-Sinner. Una rivalità giovane, vibrante, di altissimo livello. E se questo è solo l’inizio, allora il futuro del tennis promette anni semplicemente straordinari.