18 Novembre 2025

Federico Vincenti

Coppa Davis 2025, Italtennis alla ricerca di un’impresa storica: “Qui il ranking non conta”

L’Italia si presenta alle Finali di Coppa Davis 2025 con un obiettivo enorme: conquistare la terza Insalatiera consecutiva, un traguardo mai raggiunto da nessuna nazionale da quando, nel 1972, venne introdotto il formato tradizionale della competizione. I nostri azzurri giocano in casa, difendono i titoli delle ultime due edizioni e dovranno farlo senza i due leader tecnici degli ultimi anni, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

Una sfida complessa, ma non impossibile, soprattutto grazie a un gruppo che vuole dimostrare di essere molto più della somma dei propri talenti.

Italia senza Sinner e Musetti, ma non senza ambizioni

In molti Paesi l’assenza dei due giocatori più importanti basterebbe a ridurre drasticamente le chance di vittoria. Non è il caso dell’Italia. Il commissario tecnico Filippo Volandri potrà infatti contare su un Matteo Berrettini particolarmente motivato, su un Flavio Cobolli in piena crescita e su un Lorenzo Sonego sempre affidabile quando si veste d’azzurro.

Fondamentale anche la coppia di doppio formata da Simone Bolelli e Andrea Vavassori, una delle più solide dell’intera competizione.

“Sentiamo una grande responsabilità, ma non la viviamo come una pressione negativa”, ha dichiarato Volandri alla vigilia. “Abbiamo vinto negli ultimi due anni e conosciamo il peso di questa maglia. La Davis non è un torneo normale, ma il nostro gruppo è unito e vero. Credo molto in questi ragazzi”.

Berrettini, il leader ritrovato

Il ritorno in campo di Berrettini è una delle chiavi di lettura della spedizione azzurra. Il romano, che ammette di aver utilizzato proprio le Finali Davis come motivazione durante il lungo percorso di recupero, rappresenta uno dei giocatori più competitivi tra i numeri 2 delle squadre presenti.

Il suo esordio avverrà contro l’austriaco Rodionov, avversario alla sua portata. In seguito potrebbero arrivare sfide con Moutet, Collignon, oppure – guardando verso la fase finale – con giocatori come Struff, Etcheverry, Munar o il giovane Mensik, forse l’unico che potrebbe partire favorito contro di lui.

“È sempre un onore rappresentare l’Italia”, ha spiegato Berrettini. “In Davis il ranking non conta: qui può succedere di tutto, le emozioni sono fortissime e molti giocatori rendono più del previsto. Siamo pronti a dare tutto per provare a riscrivere la storia”.

Verso un traguardo mai raggiunto

Dal 1972, nazionali come Stati Uniti, Svezia, Germania, Spagna e Repubblica Ceca hanno provato, invano, a conquistare tre Davis consecutive. Nessuno c’è riuscito.

L’Italia del 2025 vuole essere la prima. Con un gruppo coeso, un pubblico che promette di trasformare ogni partita in una bolgia e un Berrettini che vede in questa settimana un possibile punto di svolta della propria carriera, tutto lascia immaginare che qualcosa di grande possa davvero accadere.