Atp Finals, Sinner contro Alcaraz

18 Novembre 2025

Stefano Cagelli

La mossa tattica di Sinner che ha mandato fuori giri Alcaraz alle ATP Finals di Torino

La stagione ATP 2025 si è chiusa a Torino con l’ennesimo capitolo della rivalità più accesa dell’anno: Carlos Alcaraz contro Jannik Sinner. Sul campo più veloce in cui i due si siano affrontati, l’italiano partiva favorito. Ma ciò che ha realmente fatto la differenza è stata una scelta tattica sorprendente, nata direttamente dalla bruciante sconfitta subita da Sinner nella finale dello US Open.

In quella occasione Alcaraz era riuscito a limitare l’italiano variando il ritmo, spezzando il gioco con palle alte, tagliate e improvvise discese a rete. Nessuno, come lo spagnolo, sa alternare difesa e variazioni per togliere certezze a Jannik.

A Torino, però, il copione era destinato a cambiare. Su una superficie così rapida, Alcaraz avrebbe avuto meno tempo per costruire e meno margine per usare quelle palle cariche che di solito spingono Sinner fuori dalla sua comfort zone. Serviva un Carlos ultra-offensivo. Ma l’azzurro si è presentato con un piano studiato nei minimi dettagli.

Seconda di servizio: il primo colpo di genio

Consapevole che Alcaraz avrebbe aggredito ogni suo secondo servizio, Sinner ha preso una decisione radicale: rischiare di più con la seconda, anche a costo di incassare più doppi falli del solito. Meglio sbagliare qualche turno di battuta, che offrire allo spagnolo la possibilità di prendere il comando da subito.

La mossa ha funzionato. Alcaraz si è trovato spesso spiazzato, al punto da cambiare più volte la posizione in risposta. Quando ha provato ad arretrare, il bilancio è stato disastroso: solo due punti vinti su sette. Pur senza brillare al servizio come nei match precedenti delle Finals, Jannik ha comunque impedito a Carlos di dominare dal primo colpo.

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La dittatura del dritto

Il confronto da fondo ha premiato Sinner soprattutto su un fronte: il dritto. Se nel rovescio incrociato l’italiano è solitamente superiore, la vera sorpresa è arrivata negli scambi di dritto contro dritto, territorio in cui Alcaraz di solito impone la sua potenza.

Sinner, invece, ha tirato alcune tra le sue migliori bordate della stagione: profonde, pesanti, precise. Nel secondo set il suo dritto ha raggiunto una valutazione media vicina alla perfezione (9.7), costringendo Alcaraz a colpire spesso in affanno, troppo vicino alla palla per potersi caricare o variare il colpo. Risultato: lo spagnolo non è mai riuscito a imporre il suo ritmo né a trovare quegli angoli che di solito lo liberano nel gioco creativo.

Le discese a rete: un ultimo tentativo

Sentendosi schiacciato dalla pressione da fondo, Alcaraz ha provato nel finale a cambiare marcia con discese improvvise a rete. Tentativo comprensibile, ma inefficace: Carlos ha chiuso con più punti persi (8) che vinti (7) a fronte delle sue volée, statistica inusuale per lui e spia dell’ottima profondità dei colpi di Sinner.

Pur giocando un match complessivamente molto offensivo — con 113 dritti contro 79 rovesci — Alcaraz ha pagato lo scotto di non essere riuscito ad aggredire le seconde e di aver subito troppo sulla diagonale di destra.

Attacco e difesa: dominio azzurro

La differenza si è vista anche nelle situazioni di attacco e difesa:

  • Sinner ha convertito il 78% dei punti quando è passato all’attacco (57% Alcaraz).

  • In difesa, l’italiano ha fatto addirittura meglio, vincendo il 21% di punti in più rispetto allo spagnolo.

Numeri che raccontano un match in cui Jannik ha comandato quando serviva, resistendo quando era sotto pressione.

Una vittoria costruita nei dettagli

Alla fine, la partita si è decisa negli episodi, come sempre succede tra due fenomeni di questo livello. Alcaraz ha giocato un match da 9, ma Sinner è stato quasi perfetto. La sua strategia, ovvero rischiare sulla seconda, alzare la qualità del dritto e togliere ossigeno al gioco variato di Carlos, ha funzionato alla perfezione su una superficie in cui ogni decisione pesa doppio.

Per battere Sinner a Torino serviva una prestazione senza sbavature. Carlos ha sfiorato l’impresa, ma questa volta la scacchiera tattica l’ha dominata l’italiano. E c’è da scommettere che nella prossima sfida lo spagnolo si presenterà con un nuovo piano per ribaltare tutto ancora una volta.