Jannik Sinner archivia la stagione 2025 al numero 2 del ranking mondiale, terzo anno consecutivo in Top 5, e lo fa con il prestigioso sigillo delle Nitto ATP Finals. Un successo che gli permette di restare incollato a Carlos Alcaraz, leader della classifica con 12.050 punti. L’azzurro insegue a 11.500, preludio a un 2026 che si annuncia come l’ennesimo capitolo della loro rivalità fatta di sorpassi e controsorpassi.
Vacanze, Sesto e una meta segreta: Sinner va “in ferie”
Con la rinuncia alla Coppa Davis – al via il 18 novembre – per Sinner scatta ufficialmente il periodo di riposo. L’altoatesino ha lasciato Torino subito dopo la finale, viaggiando in auto insieme alla fidanzata Laila Hasanovic. Probabile una prima tappa a Sesto, dove vivono i genitori che, con la consueta sobrietà, hanno disertato la finale: «Avevano cose più importanti da fare», ha sorriso Jannik.
Subito dopo, spazio alla prima vera vacanza di coppia, destinazione top secret ma con ogni probabilità al mare. Sinner ha bisogno di ricaricare le batterie dopo un’annata logorante sotto il profilo fisico e mentale. Non mancherà, come da tradizione, qualche giornata sugli sci: la sua passione alternativa al tennis.
Preparazione: Dubai nel mirino
Il team al completo – il fisioterapista Alejandro Resnicoff, l’osteopata Andrea Cipolla e il preparatore Umberto Ferrara, rientrato stabilmente dopo la parentesi legata al caso Clostebol – si ritroverà nella seconda metà di dicembre. L’obiettivo è pianificare il lavoro verso la nuova stagione.
Resta concreta l’ipotesi di replicare il ritiro a Dubai, location ideale per combinare intensità atletica e condizioni climatiche ottimali.
Il ritorno in campo: super test con Alcaraz in Corea
La prima partita del 2026 è già fissata: il 10 gennaio Sinner affronterà Alcaraz in un match-esibizione in Corea del Sud. Una sorta di prologo alla corsa allo Slam australiano. Subito dopo, infatti, i due voleranno in Australia, dove il 18 gennaio scatterà lo spettacolo degli Australian Open.
Focus servizio: Cahill detta la rotta
Il coach Darren Cahill ha già individuato la priorità tecnica sulla quale concentrarsi: il servizio. «In un tennis così veloce, il servizio vale metà del lavoro», ha spiegato l’australiano. «Jannik risponde già benissimo, ma può crescere ancora molto in quest’area. È entusiasmante lavorare con un giocatore così forte che ha ancora margini evidenti. L’obiettivo è farlo esprimere al meglio a 28, 29, 30 anni: stiamo impostando ora le basi per quel futuro».
Cahill conferma anche un focus specifico sulla terra battuta: «Credo che il suo gioco si adatti bene a tutte le superfici, ma la terra sarà un obiettivo importante nel 2026. Vogliamo continuare a farlo crescere lì».