Joao Fonseca

20 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Un “terremoto” programmato per durare quindici anni: il coach Teixeira racconta il fenomeno Fonseca

Il 2025 di Joao Fonseca è stato qualcosa di più di una semplice stagione rivelazione: è stato un vero e proprio terremoto. Risultati di peso, due titoli ATP – Buenos Aires e Basilea – e soprattutto un balzo in classifica che ha lasciato il circuito a bocca aperta. Dal numero 700 al numero 25 del mondo in dodici mesi: una progressione che lo stesso allenatore del brasiliano, Guilherme Teixeira, definisce “quasi spaventosa”.

Teixeira conosce Fonseca come pochi altri. Lo allena dal 2018, quando Joao aveva appena dodici anni, e in lui vede oggi ciò che non ha potuto realizzare da giocatore: la possibilità di crescere fino all’élite del tennis mondiale. «Ci stiamo preparando per restare nel tour per i prossimi quindici anni», racconta in un’intervista al portale brasiliano Lance!.

Un talento precoce, una mente sorprendente

A 19 anni è prematuro parlare di futuro campione, ma l’evoluzione di Fonseca rende difficile frenare l’entusiasmo. Teixeira lo descrive come un ragazzo capace di adattarsi a qualsiasi ambiente con una maturità fuori dal comune:
«Ha questa capacità naturale di sentirsi parte del contesto in cui si trova. Cambia ambiente rapidamente, crede sempre di appartenere al livello in cui gioca. A volte raggiunge una lucidità incredibile per la sua età, soprattutto nei momenti decisivi. Una delle sue grandi virtù è la fiducia in se stesso».

Sul piano caratteriale, Fonseca si distingue per calma e organizzazione, qualità preziose in un calendario sempre più stressante:
«È un tipo tranquillissimo. Detesta la fretta e ama avere tutto pianificato. È molto discreto, sempre rispettoso, non ha mai mostrato arroganza nonostante i risultati: questo facilita enormemente la vita nel circuito».

“Prima l’uomo, poi il tennista”

Alla base del rapporto tra Teixeira e Fonseca c’è un principio semplice e non negoziabile: i valori personali vengono prima del tennis. «Cerchiamo sempre di preservare l’essere umano. I valori non dipendono dal gioco o dai risultati. Se vogliamo restare nel tour per tanti anni, dobbiamo coltivare buone relazioni, buoni ambienti e trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi».

Una filosofia che sembra aver contribuito alla solidità del giovane brasiliano, ora atteso alla difficile sfida di confermarsi tra i grandi: «Essere nei top 25 è fantastico, ma adesso dobbiamo consolidare questo livello e poi pianificare i prossimi step».

La famiglia, il pilastro silenzioso

Accanto al coach e al team, un ruolo fondamentale lo giocano i genitori di Joao, Christiano e Roberta, che Teixeira descrive come “alleati perfetti”.
«Hanno sempre dato valore al mio lavoro: ‘Guilherme è il tuo allenatore, le decisioni di tennis si discutono con lui’. Non hanno mai interferito, mai messo in dubbio una scelta. Quando hai l’approvazione dei genitori, tutto diventa più semplice».

Un equilibrio raro nel mondo del tennis giovanile, e forse una delle ragioni della crescita costante del ragazzo di Rio de Janeiro.