Le ultime due stagioni del tennis maschile sono state marchiate a fuoco dal dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. I due giovani fenomeni non solo si sono spartiti in parti uguali i titoli del Grande Slam, ma hanno imposto la loro legge anche nei Masters 1000, distanziando sempre più una concorrenza incapace di tenere il loro ritmo. A conferma della supremazia assoluta, gli attuali numero 1 e 2 del ranking ATP hanno disputato le ultime tre finali Slam, trasformando ogni Major in un affare quasi privato.
Nel 2025 il 22enne spagnolo ha avuto la meglio sul rivale nelle finali del Roland Garros – salvando tre match point nella partita più lunga mai giocata sul Philippe-Chatrier – e degli US Open. Sinner ha risposto entrando nella storia a Wimbledon: il 24enne altoatesino è diventato il primo italiano a vincere il titolo sull’erba londinese, battendo proprio Alcaraz, campione nelle due edizioni precedenti.
Un dominio di tale portata ha alimentato la percezione che nei tornei del Grande Slam stia diminuendo l’incertezza: Sinner e Alcaraz raramente inciampano e finiscono quasi sempre per ritrovarsi uno di fronte all’altro nell’atto decisivo. Proprio per questo sorprende la proposta avanzata da Brad Gilbert, ex numero 4 ATP e allenatore di grande esperienza, che ha suggerito un cambiamento del format Slam volto a tutelare ulteriormente le prime due teste di serie.
Rispondendo a un tweet del giornalista Gill Gross, Gilbert ha sostenuto che le teste di serie n.1 e n.2 non dovrebbero mai incontrare la n.5 nei quarti di finale. Secondo la sua visione, le prime due del seeding dovrebbero essere collocate in modo da incrociare sempre le teste di serie n.7 e n.8 nei quarti, rendendo più lineare la progressione del tabellone.
Applicando questo criterio all’ipotetico sorteggio degli Australian Open 2026 con la classifica odierna, si otterrebbe un quadro chiaro: Alcaraz troverebbe nei quarti Lorenzo Musetti, mentre Sinner affronterebbe Alex de Minaur.
Un discorso analogo può essere esteso anche al circuito WTA: Aryna Sabalenka incrocerebbe Jasmine Paolini e Iga Świątek sfiderebbe la campionessa in carica Madison Keys.
La proposta di Gilbert, destinata senza dubbio a far discutere, riapre il dibattito su come bilanciare spettacolo, meritocrazia e imprevedibilità nei tornei che più di tutti definiscono la storia del tennis.