Nel corso della sua partecipazione a Belve, il talk show Rai condotto da Francesca Fagnani, Filippo Magnini è tornato a parlare della vicenda doping che lo ha coinvolto negli anni scorsi e che lo ha visto impegnato in una lunga battaglia legale prima dell’assoluzione definitiva. L’ex fuoriclasse del nuoto – oggi protagonista a Ballando con le Stelle – ha toccato uno dei temi più delicati della sua carriera, tirando in ballo anche Jannik Sinner con dichiarazioni destinate a far discutere.
Il paragone con Sinner e il “trattamento di favore”
Nel suo racconto, Magnini ha messo in evidenza una presunta disparità di trattamento tra il proprio caso e quello del numero uno del tennis italiano:
“Sinner ha avuto un trattamento di favore, lo dico con invidia.”
A suo dire, il diverso iter mediatico e giudiziario sarebbe legato alla condizione dei due atleti al momento delle rispettive vicende. Magnini ha spiegato:
“Io ho avuto un trattamento diverso, credo perché lui era un atleta in piena attività. Io invece sono stato trattato come una persona normale accusata di doping. Tutti gli atleti dovrebbero essere trattati allo stesso modo”.
Tempi della giustizia sportiva e ruolo dei media
Uno dei punti più critici sollevati dall’ex campione riguarda la tempistica delle sentenze. Magnini ha sottolineato come per Sinner la vicenda si sia chiusa in pochi giorni, mentre lui ha dovuto affrontare anni di incertezza prima di vedere riconosciuta la propria innocenza.
L’ex nuotatore si è soffermato anche sull’atteggiamento dei media:
“La stampa è stata corretta nei confronti di Sinner. Io, invece, sono finito su tutti i giornali e mi hanno accusato di doping. Dopo 20 anni di carriera mi aspettavo più rispetto. Sono stato massacrato”.
Parole amare.
