Mouratoglou

29 Novembre 2025

Stefano Cagelli

Mouratoglou si inchina a un aspetto del gioco di Sinner: “È qualcosa di nuovo nella storia del tennis”

Patrick Mouratoglou torna a far discutere. Il celebre coach francese – già guida di Serena Williams, Holger Rune e Naomi Osaka – ha pubblicato su LinkedIn una nuova analisi dedicata ai due dominatori della stagione 2025: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Un confronto che, secondo lui, ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi anni e che mette in luce un elemento del gioco dell’azzurro definito «unico nella storia del tennis».

La stagione perfetta di una rivalità

Per Mouratoglou, il 2025 si è chiuso esattamente come doveva: «Con Alcaraz e Sinner a giocarsi il titolo». Lo spagnolo chiude l’anno da numero 1 del mondo, mentre Sinner alza il trofeo delle ATP Finals di Torino.
Una rivalità scandita da quattro finali nei principali palcoscenici stagionali: Roland Garros, Wimbledon, US Open e Finals. Due vittorie a testa, ma — sottolinea il coach — «quattro partite molto diverse».

Il servizio come discriminante

L’analisi del francese individua un fattore chiave: il servizio.
«A parte la finale di Parigi, equilibratissima, le altre tre sono state sbilanciate. A Wimbledon dominò Sinner, allo US Open dominò Alcaraz, alle Finals è tornato a dominare Sinner. Perché? Il servizio ha deciso tutto».

Mouratoglou sottolinea come a Torino l’azzurro abbia espresso «il miglior servizio dell’intero torneo», facendo la differenza non solo con la battuta, ma anche con il celebre schema serve +1: «La capacità di prendere subito il controllo dello scambio è salita di livello».

Se dopo la finale di New York avrebbe indicato Alcaraz come miglior battitore, ora non ha dubbi: «Dopo Torino, il migliore è Sinner. Non c’è dibattito».

La mentalità che fa la differenza

Altro aspetto decisivo, secondo Mouratoglou, è la crescita mentale dell’italiano.
Il coach porta un esempio emblematico: il set point annullato da Sinner nella finale delle Finals, su secondo servizio. «Ha servito a 187 km/h sulla riga, una scelta rischiosissima. Dopo il match ha detto: “Avevo tre opzioni. Ho scelto la più rischiosa. Se dovevo perdere il set, volevo farlo alle mie condizioni”. Questa è mentalità d’élite».

Una mentalità che, a suo avviso, Sinner ha maturato proprio dopo la sconfitta allo US Open.

L’avvertimento ad Alcaraz

Non manca però il richiamo allo spagnolo: «Carlos non era al meglio questa settimana: troppi errori di rovescio, cali di concentrazione di dritto. Forse stanchezza, forse poca fiducia indoor».
Il punto, secondo Mouratoglou, è che Alcaraz «per dominare nel 2026 deve migliorare i primi due colpi: servizio e risposta».

«Sinner è unico nella storia del tennis»

Qui arriva la dichiarazione più forte.
«Jannik è oggi il numero uno al mondo nel serve+1 e nel return+1. È unico. Abbiamo avuto giocatori che dominavano un lato della medaglia: Federer nel serve+1, Nadal e Djokovic nel gioco di risposta. Ma nessuno ha mai eccelso in entrambi. Questo è qualcosa di nuovo nella storia del tennis».

Verso un 2026 esplosivo

Mouratoglou chiude con entusiasmo: «Il 2025 ci ha regalato la rivalità che volevamo: sei finali, quattro nei palcoscenici più importanti, due campioni in ascesa che si spingono a vicenda a evolversi. Carlos chiude da numero uno, Jannik con il titolo delle Finals e il momentum. Il 2026 si preannuncia incredibile».