Novak Djokovic non ha alcuna intenzione di farsi da parte. Il serbo, vincitore di 24 titoli Slam, continua a ripetere che la parola “ritiro” non fa parte del suo vocabolario: gioca perché ama il tennis, ma soprattutto perché crede ancora di poter alzare al cielo il 25º Major della carriera.
Una convinzione che a 38 anni sorprende solo in parte. Djokovic resta un gigante dello sport, ma oggi davanti a lui ci sono due nuovi dominatori: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, che nell’ultimo anno si sono spartiti i quattro Slam e lo hanno eliminato in tre semifinali pesantissime – Roland Garros e Wimbledon per mano dell’azzurro, US Open per mano dello spagnolo.
In tutti questi confronti è emersa una costante: il gap fisico. Mentre i corpi giovani di Alcaraz e Sinner reggevano battaglie a tutto campo, quello di Djokovic perdeva progressivamente energia, impedendogli di mantenere il livello necessario per ribaltare i match.
Djokovic: “Sto provando a ricostruire la macchina”
È per questo che il serbo ha deciso di cambiare rotta. Il 2026 dovrà essere l’anno della trasformazione, partendo proprio dal fisico. In un’intervista a Sky Sports, Djokovic ha spiegato il suo nuovo approccio:
“Sto cercando di ricostruire la macchina. Negli ultimi 18 mesi ho avuto più infortuni del solito, quindi sto provando a rimettere a nuovo il mio corpo affinché l’inizio della prossima stagione sia eccellente e, si spera, possa competere con i migliori”.
Se dovesse riuscirci, Djokovic potrebbe tornare automaticamente tra i favoriti all’Australian Open, torneo che ha vinto dieci volte. Proprio un infortunio rimediato in semifinale contro Zverev lo scorso anno gli impedì di tentare l’assalto all’undicesimo titolo a Melbourne.
Gli esperti si dividono sulle sue reali possibilità
L’idea che Djokovic possa ancora dire la sua – a condizione che il fisico lo supporti – trova qualche riscontro tra gli addetti ai lavori. Jim Courier è tra i più ottimisti:
“Se sta bene, ha ancora possibilità. È ancora a livello di quei giocatori, anche se contro Sinner è evidente che gli risulti sempre più difficile”.
Molto meno fiducioso John McEnroe, che vede un percorso in salita:
“Col passare del tempo, perfino per lui diventa tutto più complicato. E lo sarà sempre di più”.
Ancora più netto Patrick Mouratoglou, che pur definendolo il migliore di sempre, mette in dubbio la fiducia dello stesso Djokovic:
“È il più grande di tutti i tempi, senza dubbio. Ma il modo in cui ne parla mi fa pensare che nemmeno lui sia convinto di poterlo essere ancora”.
Melbourne 2026: tra incertezze e speranze
A un mese e mezzo dal primo Slam stagionale, resta da capire come Djokovic si presenterà fisicamente all’appuntamento. E allo stesso modo, sia Sinner sia Alcaraz stanno programmando una preparazione mirata per arrivare al meglio.
C’è incertezza, ma anche speranza: perché se c’è una cosa sicura, è che Novak Djokovic farà tutto il possibile per trasformare il 2026 nell’anno del suo clamoroso ritorno e del potenziale 25º Slam.