La stagione tennistica appena conclusa ha avuto due padroni quasi incontrastati: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. L’azzurro e lo spagnolo hanno dettato legge nel circuito, lasciando agli avversari ben poco margine di manovra. Per Sinner, in particolare, il 2025 è stato straordinario nonostante un calendario “snellito” dall’assenza trimestrale dal tour: pochissime sconfitte e la sensazione, condivisa da molti colleghi, di trovarsi di fronte a un giocatore ormai prossimo alla perfezione.
Le rare battute d’arresto dell’altoatesino portano nomi e cognomi ben precisi: Alcaraz, l’unico vero rivale sul lungo periodo; Alexander Bublik, capace di sorprenderlo sull’erba di Halle; e Tallon Griekspoor, che a Shanghai ha beneficiato del ritiro di un Sinner debilitato dai crampi nel cuore del terzo set. Per il resto, come si dice in gergo, “no trips for cats”.
Cerundolo: “A Parigi era ingiocabile”
A confermare la sensazione di invincibilità ci ha pensato Francisco Cerundolo. L’argentino, intervenuto ai microfoni di Tennis365 durante l’evento conclusivo dell’UTS a Londra, ha raccontato le sue recenti esperienze contro il numero due del mondo:
“Ho giocato contro Jannik a Roma ed è stata una partita combattuta. Era il suo primo torneo dopo la squalifica e ho avuto un po’ più di tempo per pensare e provare a costruire qualcosa. Poi l’ho affrontato a Parigi, indoor sul cemento, ed era semplicemente imbattibile”.
Il racconto di Cerundolo è emblematico: “Stavo giocando bene, ma ho perso 7-5 il primo set e 6-1 il secondo. Mi sembrava di fare tutto nel modo giusto e invece ho vinto un solo game. Il suo servizio è fantastico, la risposta incredibile e da fondo colpisce così forte che non hai tempo. A Parigi non sapevo davvero cosa fare”.
“Ora non sbaglia più”
Il confronto con il passato rende l’idea dell’evoluzione di Sinner. Lo stesso Cerundolo lo aveva battuto agli Internazionali d’Italia del 2023, davanti al pubblico romano:
“All’epoca era numero 5 o 6 del mondo, ora è 1 o 2 ed è tutto diverso. Due anni fa forse non era così solido fisicamente: se allungavi gli scambi, qualche errore arrivava. Adesso non sbaglia nulla”.
E sulla possibile strategia per batterlo, l’argentino è disarmante nella sua sincerità:
“Non l’ho battuto quest’anno, quindi non ne ho idea. Per competere con lui e con Alcaraz devi giocare alla perfezione, sperando che loro abbiano una giornata storta”.
Ruud: “Sinner e Alcaraz oltre i Big 3”
Alla stessa conclusione è arrivato anche Casper Ruud. Il norvegese, due volte finalista al Roland Garros, ha spinto il paragone ancora più in là, chiamando in causa i Big 3:
“Si può discutere delle epoche, ma per me è un fatto che Sinner e Alcaraz colpiscono la palla con più velocità rispetto a Federer, Nadal e Djokovic. Rafa aveva un diritto potentissimo, ma più spin sul rovescio. Carlos e Jannik, invece, non hanno lati deboli: diritto o rovescio, colpiscono sempre forte”.
Ruud conosce bene la forza dell’azzurro: lo scorso maggio, al Foro Italico, fu travolto da un Sinner impeccabile al rientro dalla squalifica, con un netto 6-0 6-1 in appena un’ora di gioco.
“Jannik ha sempre colpito forte – ha aggiunto Ruud – ma ciò che lo ha portato a un livello superiore è il movimento. Scivola, difende ovunque e in un attimo torna all’attacco. Carlos fa lo stesso, un po’ come Djokovic. Pensi di averli messi in difficoltà e invece ribaltano lo scambio. È impressionante, a volte anche frustrante, ma bisogna accettarlo e cercare di fare meglio”.
Il messaggio che arriva dal circuito è chiaro: oggi, per battere Sinner, non basta giocare bene. Serve qualcosa di più. E, forse, anche un pizzico di fortuna.