Tsitsipas, il poeta della terra battuta

19 Dicembre 2025

Stefano Maffei

Perché Tsitsipas non vince più? I consigli di Baghdatis per tornare grande

Stefanos Tsitsipas attraversa uno dei momenti più complessi della sua carriera. A dirlo non sono solo i risultati, ma anche le parole di chi conosce bene le dinamiche di una carriera ad alto livello come Marcos Baghdatis. L’ex finalista degli Australian Open ha indicato una strada tanto semplice quanto impegnativa: per tornare competitivo, Tsitsipas deve “ripartire da zero”.

Non si tratta di una critica tecnica, ma di un invito a semplificare, a ridurre il peso delle aspettative e a ritrovare un tennis più istintivo. Baghdatis individua nel greco un talento ancora intatto, ma appesantito dall’instabilità che ha caratterizzato le ultime stagioni. Il problema, dunque, non è la mancanza di qualità, bensì la difficoltà nel ritrovare continuità e fiducia.

Una stagione 2025 in difficoltà

Il 2025 di Tsitsipas è stato finora segnato da segnali contraddittori. La vittoria a Dubai aveva lasciato intravedere una possibile inversione di tendenza, ma si è rivelata un episodio isolato. Il resto della stagione è stato caratterizzato da eliminazioni premature nei tornei principali e da una classifica in costante calo.

Per la prima volta dal 2018, il greco è uscito dalla top 30 del ranking ATP. Un dato che va oltre il valore numerico: scendere così in basso dopo anni di presenza stabile nell’élite significa affrontare sorteggi più complicati, avversari insidiosi già nei primi turni e una pressione diversa, spesso più difficile da gestire.

Problemi tecnici e mancanza di fiducia

Le difficoltà di Tsitsipas sono emerse anche nelle sue dichiarazioni pubbliche. Il greco ha ammesso di non riconoscere più alcuni aspetti del proprio gioco, in particolare il rovescio a una mano, colpo che per anni ne ha rappresentato il marchio di fabbrica.

Dopo la sconfitta a Madrid, Tsitsipas ha parlato apertamente di mancanza di fiducia: colpi meno incisivi, traiettorie piatte e una sensazione generale di esitazione. A questi problemi si è aggiunto il calo del servizio, fondamentale che in passato gli aveva garantito sicurezza nei momenti chiave. Percentuali basse e scarsa efficacia hanno spesso lasciato il greco esposto, senza un punto di riferimento tattico.

Il fattore mentale e i problemi fisici

Accanto agli aspetti tecnici, emerge con forza la componente mentale. Tsitsipas ha parlato di ansia, di burnout e di una riduzione dell’energia mentale. Dichiarazioni significative per un giocatore ancora giovane, ma reduce da anni di tennis ad altissima intensità.

A complicare ulteriormente il quadro sono arrivati i problemi fisici, in particolare alla schiena, che lo hanno condizionato in più occasioni fino al ritiro da Wimbledon. In una fase di fragilità psicologica, ogni stop fisico rischia di amplificare dubbi e insicurezze.

Sconfitte simboliche e crollo del ranking

Alcune partite hanno assunto un valore emblematico. La sconfitta al Roland Garros contro Matteo Gigante, numero 167 del mondo proveniente dalle qualificazioni, ha rappresentato uno dei punti più bassi della stagione: 49 errori non forzati e una sensazione di impotenza evidente.

Il ranking, come spesso accade, ha semplicemente certificato quanto visto in campo. La discesa fuori dalla top 30 è il risultato di mesi senza continuità e riflette un momento in cui Tsitsipas non viene più percepito come una presenza costante tra i favoriti.

Ripartire dalle basi

Quando Baghdatis parla di “tornare alle origini”, il riferimento va oltre la tecnica. Significa recuperare un’identità tennistica fatta di fluidità, coraggio e creatività, ma anche rivedere l’organizzazione del lavoro quotidiano, il rapporto con il proprio team e la gestione delle energie mentali.

Ripartire da zero implica accettare una fase di ricostruzione, ridimensionare aspettative e concentrarsi su un percorso graduale. Un processo che richiede tempo, pazienza e una certa dose di umiltà.

Prospettive future

Il talento di Tsitsipas resta indiscutibile. Il suo patrimonio tecnico non è scomparso, ma ha bisogno di essere rimesso a fuoco. La possibilità di tornare competitivo passa da un reset completo: fisico, mentale e organizzativo.

La sua carriera si trova oggi in una fase discendente, ma non necessariamente definitiva. Come spesso accade nello sport di alto livello, i momenti di maggiore difficoltà possono diventare punti di svolta. La sfida, ora, è capire se Tsitsipas riuscirà a trasformare questa crisi in un nuovo inizio.