Nel tennis moderno, dominato da battute sempre più potenti e da percentuali elevate di punti “gratuiti”, esiste una statistica che racconta meglio di altre la grandezza di Carlos Alcaraz: la resa in risposta sulla prima di servizio avversaria.
Il talento spagnolo, numero uno del mondo a fine stagione, non è soltanto spettacolo, accelerazioni fulminee e creatività. Il suo vero nullificatore, per usare una definizione cara agli analisti ATP, è la capacità di neutralizzare la prima di servizio, il colpo più determinante del tennis maschile contemporaneo.
Secondo l’analisi Infosys ATP Beyond The Numbers, Alcaraz ha chiuso il 2025 vincendo il 35% dei punti giocati in risposta sulla prima avversaria, miglior dato del circuito. Un numero che può sembrare “normale” a una lettura superficiale, ma che in realtà rappresenta un’enormità se rapportato al contesto ATP, dove spesso il server parte con un vantaggio strutturale. Alle sue spalle troviamo: Jannik Sinner (33,6%), Francisco Cerúndolo (33,4%) e Daniil Medvedev (32,7%).
l confronto diretto con gli altri top-10: un vantaggio strutturale
Il reale valore della risposta di Carlos Alcaraz emerge con ancora maggiore forza se il dato viene messo a confronto diretto con gli altri giocatori che hanno chiuso il 2025 nella Top 10 mondiale.
Alcaraz guida la classifica con il 35% di punti vinti contro la prima di servizio, ma ciò che colpisce è soprattutto l’ampiezza del distacco rispetto a gran parte dell’élite del circuito. Solo Jannik Sinner si avvicina realmente (33,6%), mentre tutti gli altri scendono sotto la soglia del 32%.
Di seguito, il quadro completo:
Top 10 ATP 2025 – Punti vinti in risposta sulla prima
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Carlos Alcaraz (n.1) – 35% (1° nel circuito)
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Jannik Sinner (n.2) – 33,6% (2°)
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Alex de Minaur (n.7) – 32,2% (7°)
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Novak Djokovic (n.4) – 31,7% (8°)
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Jack Draper (n.10) – 31,2% (9°*)
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Lorenzo Musetti (n.3) – 30,4% (13°)
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Alexander Zverev (n.8) – 30% (14°)
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Felix Auger-Aliassime (n.5) – 29,2% (19°)
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Taylor Fritz (n.6) – 26,3% (39°)
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Ben Shelton (n.9) – 26,2% (41°)
* Draper non compare ufficialmente nella leaderboard per numero minimo di match disputati, ma il suo dato lo collocherebbe comunque al nono posto.
Non un exploit, ma una costante
Non si tratta di una fiammata isolata. Dal suo debutto nel circuito maggiore nel 2021, Alcaraz non è mai uscito dalla top 5 ATP per punti vinti in risposta sulla prima. Guardando al triennio 2023–2025, il suo 35% medio lo colloca nettamente davanti a specialisti della fase difensiva come Alex de Minaur e Medvedev, entrambi fermi al 32,9%. In un’epoca in cui la risposta aggressiva è sempre più rara, lo spagnolo riesce a bloccare servizi oltre i 210 km/h, rispondere profondo anche in allungo e trasformare immediatamente lo scambio in una situazione neutra o favorevole.
Le sconfitte raccontano la stessa storia
Il legame tra rendimento in risposta e risultati è evidente anche analizzando le poche sconfitte stagionali. Nel 2025 Alcaraz ha chiuso con un bilancio di 71 vittorie e 9 sconfitte, vincendo 8 titoli. In sette delle nove partite perse, la sua percentuale di punti vinti contro la prima avversaria è scesa sotto il 31%, e in cinque casi addirittura sotto il 27%. Le uniche eccezioni? I quarti di finale degli Australian Open contro Novak Djokovic e la semifinale di Indian Wells contro Jack Draper. Due match in cui Alcaraz ha comunque superato il 36% in risposta, confermando come il problema non fosse la fase di return, ma altri aspetti del gioco.
Nel confronto storico, Alcaraz è già secondo di sempre per percentuale di punti vinti sulla prima di servizio avversaria (34,4%), alle spalle solo di Guillermo Coria e davanti a mostri sacri come Rafael Nadal.
Un dato che certifica una realtà ormai evidente: Carlos Alcaraz è il miglior “disinnescatore” di prime di servizio del tennis moderno. Ed è proprio da qui, più che dai colpi spettacolari, che nasce la sua capacità di dominare gli avversari, oggi e — con ogni probabilità — anche nel futuro prossimo del circuito ATP.