Carlos Alcaraz continua a scrivere nuove pagine della sua giovane carriera all’Australian Open. Il fuoriclasse murciano ha raggiunto per la prima volta le semifinali a Melbourne grazie a una vittoria autoritaria contro Alex de Minaur, capace di reggere l’urto solo per un set prima di cedere alla potenza e all’intensità dello spagnolo.
A questo livello, Alcaraz sembra quasi ingiocabile. Quasi. Perché tra i pochissimi in grado di metterlo in difficoltà c’è proprio Alexander Zverev, suo prossimo avversario nella semifinale di venerdì. Un match che promette spettacolo e che rievoca il precedente di due anni fa, quando fu il tedesco ad avere la meglio proprio sul cemento australiano.
Obiettivo storia: il Career Grand Slam
Il numero uno spagnolo è a soli due passi da un traguardo storico: diventare il più giovane di sempre a conquistare tutti e quattro i titoli del Grande Slam. Prima, però, dovrà superare l’ostacolo Zverev per guadagnarsi la finale di domenica. Alcaraz potrà contare su due giorni di riposo, utili per ricaricare le energie in vista della fase decisiva del primo Slam stagionale.
In conferenza stampa, Alcaraz ha analizzato il suo percorso fino alle semifinali, soffermandosi anche sul confronto tra il livello mostrato a Melbourne e quello espresso allo US Open:
«Oggi ho giocato il miglior match del torneo finora. Forse il livello dello US Open era leggermente più alto, ma siamo molto vicini. A New York mi sentivo inavvicinabile al servizio e nel modo di fare le cose, ma sono davvero felice e orgoglioso di come sto giocando qui».
Il precedente in allenamento con Zverev
I due si sono allenati insieme prima dell’inizio del torneo:
«Abbiamo giocato un set di allenamento ad altissima intensità, finito 7-6. Ho visto tutte le sue partite qui ed è impressionante il livello che sta mostrando. Serve molto bene, gioca solido e aggressivo da fondo campo. Sarà una grande battaglia. So cosa devo fare e sarò pronto. Se vuole battermi, dovrà sudare molto», ha detto sorridendo.
Alla domanda su che voto si darebbe per il torneo finora, Alcaraz risponde senza esitazioni: «Un 8,5».
E per rilassarsi nei due giorni liberi?
«Il golf è sempre in cima alla lista. Poi mi piace passeggiare in posti tranquilli con il mio team. Stavo guardando Stranger Things, ma qui non ho avuto molto tempo. Giochiamo spesso online con gli amici, troviamo sempre il modo di divertirci».
La gestione dei momenti difficili
Parlando del primo set contro de Minaur, il murciano ha sottolineato la sua lucidità mentale:
«Conosco il livello fisico di Alex e sapevo che non sarebbe crollato. Ho avuto qualche calo, ma ero convinto che la partita sarebbe stata lunga anche perdendo il primo set».
Raggiungere le semifinali non ha rappresentato un sollievo particolare:
«Ho imparato a non ascoltare troppo l’esterno e a seguire il nostro percorso. Anche una sconfitta precoce non sarebbe stata un fallimento, ma un insegnamento. Non gioco per quello che dicono gli altri, ma per me e per la mia famiglia».
Venerdì, sul cemento della Rod Laver Arena, Alcaraz e Zverev si giocheranno un posto in finale. E, come promesso dallo spagnolo, per batterlo servirà davvero sudare.